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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2094/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma di condanna per ricettazione censurando principalmente il rifiuto del Tribunale a rinviare l'udienza per legittimo impedimento: Tamai era sottoposto a detenzione domiciliare per altra causa e la difesa aveva richiesto il rinvio in quanto non era stata disposta la sua traduzione in aula. Altri motivi contestavano la motivazione della condanna e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche (per difficili condizioni economiche e per il comportamento collaborativo), nonché l'asserita carenza documentale a supporto delle difficoltà economiche.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato e assorbente il primo motivo. Ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui lo stato di arresti domiciliari per altra causa, comunicato o documentato al giudice, costituisce legittimo impedimento che impone la traduzione dell'imputato e, in mancanza di traduzione e senza rinuncia esplicita, il rinvio dell'udienza. Non essendo stata effettuata la traduzione, la Corte ha dichiarato la nullità del rigetto dell'istanza di impedimento e della nullità derivata degli atti successivi; ha annullato senza rinvio la sentenza di appello e la sentenza di primo grado e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Ravenna per il prosieguo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 420-ter c.p.p.

    Riferito in relazione alla valutazione delle istanze di legittimo impedimento e all'irregolarità procedurale derivante dal mancato rispetto delle garanzie di presenza dell'imputato

  • art. 484 c.p.p.

    Richiamato in tema di nullità e delle conseguenze delle omissioni procedurali sul giudizio

  • art. 559 c.p.p.

    Richiamato con riferimento alle nullità delle pronunce e degli atti processuali successive a vizi procedurali rilevanti

  • Sez. U, Sentenza n. 7635 del 30/09/2021 (dep. 03/03/2022) - Rv. 282806 - 01

    la restrizione dell'imputato agli arresti domiciliari per altra causa, documentata o comunque comunicata al giudice procedente, in qualunque tempo, integra un impedimento legittimo a comparire che impone il rinvio del procedimento ad una nuova udienza e la traduzione dell'imputato stesso

    La Corte ha applicato questo principio per affermare che, una volta posto il giudice a conoscenza dello stato restrittivo per altra causa, è obbligo del giudice disporre la traduzione dell'imputato e, in mancanza di traduzione e senza rinuncia, rinviare l'udienza; la mancata osservanza rende nullo il provvedimento che respinge l'istanza

Massime di principio

  • Se l'imputato è sottoposto a misure restrittive (es. arresti domiciliari) per altra causa e tale stato è comunicato o documentato al giudice, sussiste un legittimo impedimento che impone la traduzione in aula e, in mancanza di traduzione e senza rinuncia esplicita, il rinvio dell'udienza.
  • Il diritto dell'imputato a essere presente è prioritario: il giudice deve ordinare la traduzione senza gravare l'onere sul difensore o sull'imputato quando lo stato restrittivo è stato portato a conoscenza del giudice.
  • La negazione del rinvio e la mancata traduzione, se non giustificate da una rinuncia chiara da parte dell'imputato, comportano la nullità degli atti successivi e possono portare all'annullamento delle sentenze.
  • Per ottenere valutazioni favorevoli sulle circostanze attenuanti (es. difficoltà economiche, collaborazione), è necessario che tali elementi siano adeguatamente documentati e specificamente valorizzati in motivazione; semplici allegazioni non sono sufficienti.
  • In casi analoghi è opportuno che la difesa formuli tempestivamente e documentalmente l'istanza di impedimento e, quando possibile, richieda espressamente la traduzione dell'imputato per evitare vizi procedurali che possano determinare nullità o annullamenti.

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