Sentenza n. 488/2026 - Brescia, Sezione 2
per l''annullamento - della determinazione del direttore dell’Ufficio d''Ambito di Brescia n. 46 di data 5 dicembre 2023, con la quale è stato approvato, ai sensi dell''art. 158-bis del Dlgs. 3 aprile 2006 n. 152, il progetto definitivo dell’impianto di depurazione acque civili con potenzialità di 20.000 abitanti equivalenti nel Comune di Visano, al servizio dei Comuni di Visano, Acquafredda, Remedello e Isorella, subordinatamente all’esito favorevole della procedura di verifica ambientale preliminare ex art. 6 commi 9 e 9-bis del Dlgs. 152/2006, da eseguire a cura di A2A Ciclo Idrico;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il Comune ricorrente aveva dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio e che le amministrazioni resistenti avevano accettato la rinuncia. Non è stata esaminata alcuna censura di merito relativa alla determinazione impugnata. Le spese di lite sono state compensate.
Atto impugnato: Determinazione del Direttore dell’Ufficio d’Ambito di Brescia n. 46 del 5 dicembre 2023, recante approvazione del progetto definitivo di un impianto di depurazione, dichiarazione di pubblica utilità e costituzione di variante urbanistica
Esito
Favorevole al resistente (enti pubblici)
La controversia
Il Comune di Remedello ha impugnato la determinazione con cui l’Ufficio d’Ambito di Brescia aveva approvato, ai sensi dell’art. 158-bis del d.lgs. 152/2006, il progetto definitivo di un impianto di depurazione delle acque civili con potenzialità di 20.000 abitanti equivalenti nel Comune di Visano, a servizio dei Comuni di Visano, Acquafredda, Remedello e Isorella, subordinatamente all’esito favorevole della procedura di verifica ambientale preliminare. Il testo non riporta i motivi specifici di illegittimità dedotti nel ricorso. Il Comune ha successivamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione; gli enti resistenti hanno accettato la rinuncia e aderito alla richiesta di compensazione delle spese. Gli interventori ad adiuvandum hanno a loro volta rinunciato all’intervento.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene una situazione che determina il venir meno dell’interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel definire il giudizio in relazione alla rinuncia e alla sopravvenuta carenza di interesse.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda di misure cautelari collegiali, che nel caso concreto era stata rigettata con ordinanza cautelare.
art. 158-bis d.lgs. 152/2006
Indicato quale base normativa della determinazione impugnata, relativa all’approvazione del progetto definitivo dell’impianto di depurazione.
art. 6, commi 9 e 9-bis, d.lgs. 152/2006
Richiamato nella determinazione impugnata quale disciplina della procedura di verifica ambientale preliminare cui era subordinata l’approvazione.
Massime di principio
- La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, ove determini il venir meno dell’interesse concreto e attuale alla prosecuzione del giudizio, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse e le parti concordano sulla compensazione, il giudice può compensare integralmente le spese di lite.
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