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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03820/2026 del 29/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto il riconoscimento della continuazione tra sei sentenze definitive relative a reati di evasione e di violazione dell'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 sostenendo che i reati derivavano da uno stato di tossicodipendenza che lo aveva spinto a preordinare un disegno criminoso finalizzato a procurarsi mezzi illeciti per ottenere stupefacenti; sosteneva che i successivi reati fossero stati programmati fin dal primo episodio.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che mancassero elementi concreti a dimostrazione di un medesimo disegno criminoso unitario: la Corte territoriale aveva rilevato diverse aree geografiche delle condotte, notevole distanza temporale tra episodi e che la mera serialità dei reati non integra di per sé una programmazione unitaria. Sulla tossicodipendenza, la Corte ha osservato che l'istante aveva dedotto solo l'uso di sostanze senza allegare specifiche, datazione o documentazione comprovante la dipendenza, per cui tale circostanza non poteva essere valorizzata. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e disposti l'oscuramento dei dati sensibili relativi alla salute.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    I reati contestati attengono alla normativa sugli stupefacenti; la valutazione della continuazione ha tenuto conto della natura e dell'omogeneità dei reati ex art. 73.

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Per applicare la continuazione è richiesto un medesimo disegno criminoso preventivamente programmato; non basta la mera reiterazione di reati della stessa specie.

  • art. 671, comma 1, cod. proc. pen. (modificato dalla L. n. 49/2006)

    In sede di esecuzione il giudice deve valutare, tra gli indici, lo stato di tossicodipendenza e se questo abbia influito sulle condotte; tuttavia lo stato di tossicodipendenza è significativo ai fini della continuazione solo se accompagnato dagli altri indici che evidenzino un disegno criminoso unitario.

Massime di principio

  • La continuazione richiede prova di un medesimo disegno criminoso: contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, omogeneità del bene giuridico tutelato, sistematicità e programmazione già dal primo fatto; la mera serialità non è sufficiente.
  • L'onere di allegazione e prova spetta al ricorrente che invoca la continuazione: occorrono elementi specifici e concreti (date, modalità, collegamenti tra gli episodi, documentazione), non affermazioni generiche.
  • La condizione di tossicodipendenza può essere rilevante ma solo se provata e valutata insieme agli altri indici che dimostrino una preventiva pianificazione unitaria dei reati; dichiarazioni vaghe sull'uso di sostanze non bastano.
  • In sede di esecuzione il giudice deve motivare adeguatamente il rifiuto dell'istanza; però l'omessa motivazione su circostanze genericamente dedotte è difficilmente convincente se non supportata da specifiche allegazioni probatorie.
  • Per casi analoghi, è opportuno produrre documentazione clinica, attestazioni temporali sull'inizio della dipendenza, elementi che colleghino la necessità economica alla commissione specifica dei reati e prove di una programmazione preventiva per aumentare le probabilità di riconoscimento della continuazione.

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