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Sentenza

Sentenza n. 15226/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento della determinazione dirigenziale rep. n. CA/1007/2026 prot. n. CA/70887/2026 del 17 aprile 2026, notificata il 12 maggio 2026, con la quale il Direttore del Municipio Roma I - U.O. Amministrativa e E.Q. SUAP Ambito centro storico ufficio commercio in sede fissa ed artigianato di Roma Capitale ha ordinato il divieto di prosecuzione e, per l'effetto, la cessazione dell'attività di Estetista svolta, nel locale sito in via Panisperna 70, entro 3 giorni dalla data di notifica;- della presupposta nota Prot. comunicazione CA/2025/154848 notificata il 4 agosto 2025; del consequenziale verbale di Apposizione Sigilli, redatto in data 26 Giugno 2026.

Giustizia amministrativa202607565

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione dirigenziale che ha vietato la prosecuzione e disposto la cessazione dell'attività di estetista esercitata in via Panisperna 70, la nota presupposta e il verbale di apposizione dei sigilli

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la determinazione del 17 aprile 2026, notificata il 12 maggio 2026, con cui Roma Capitale le aveva vietato di proseguire e le aveva ordinato di cessare entro tre giorni l'attività di estetista avviata con SCIA. Il Comune aveva adottato il provvedimento perché, quale subentrante nell'attività, la ricorrente non risultava iscritta all'Albo delle Imprese Artigiane, requisito ritenuto necessario. Sono stati inoltre impugnati la nota presupposta del 2025 e il verbale di apposizione dei sigilli del 26 giugno 2026. Il testo non espone in dettaglio le specifiche censure di legittimità formulate nel ricorso. Nel corso del giudizio la ricorrente ha presentato una nuova SCIA, attestando l'iscrizione all'Albo delle Imprese Artigiane conseguita il 17 luglio 2026; Roma Capitale ha dato atto che la documentazione e le dichiarazioni non presentavano criticità rilevate e che la SCIA era stata avviata ai controlli di rito. Entrambe le parti hanno riconosciuto la sopravvenienza e chiesto la chiusura del processo in rito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso, rilevando che la nuova SCIA, presentata dopo l'instaurazione del giudizio e corredata dall'attestazione dell'iscrizione all'Albo delle Imprese Artigiane, aveva fatto venir meno l'interesse della ricorrente a ottenere una decisione sul merito dell'impugnazione. La nuova segnalazione dava anche conto dell'autorizzazione alla rimozione dei sigilli. La decisione è stata resa in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a.; le spese sono state compensate per la peculiarità della questione, anche in considerazione della successiva presentazione della nuova SCIA.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    in occasione della camera di consiglio del 22 settembre 2026, deve essere dichiarato improcedibile mediante sentenza in forma semplificata;

    La disposizione è richiamata quale base per la definizione del ricorso con sentenza in forma semplificata, dopo che le parti erano state avvisate della possibile definizione in rito.

Massime di principio

  • La sopravvenuta presentazione di una nuova SCIA, con la quale l'interessato documenti il conseguimento del requisito mancante e la ripresa dell'attività, può far venir meno l'interesse alla decisione di merito sull'impugnazione del precedente divieto di prosecuzione, determinando l'improcedibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieIndustria, artigianato e attività produttive
RamiCommercio e attività produttive
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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