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Sentenza

Sentenza n. 1602/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501295

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza dirigenziale n. 184/2025 di sgombero dell’immobile entro 60 giorni, nonché ordinanza di demolizione n. 70/2023 e provvedimento del 15 maggio 2024 di accertamento dell’inottemperanza e acquisizione gratuita al patrimonio comunale; proposta anche domanda volta a ottenere la definizione della pratica di accertamento di conformità

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordine di sgombero e gli atti presupposti relativi alla demolizione e all’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo, deducendo l’incompetenza dell’organo che aveva disposto lo sgombero, l’illegittimità del rilascio prima della definizione dell’istanza di sanatoria, carenza di istruttoria e difetto di motivazione nella sequenza che aveva condotto all’acquisizione, incongruità del termine di 60 giorni per il rilascio e lesione delle prerogative difensive. Ha inoltre chiesto l’accertamento dell’obbligo comunale di concludere la pratica edilizia presentata il 16 giugno 2023 ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001. Ha sostenuto che, una volta acquisito il bene al patrimonio comunale, la controversia sulla sua disponibilità materiale dovesse essere regolata con gli strumenti civilistici davanti al giudice ordinario e non mediante un ordine amministrativo di sgombero. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione, la tardività delle impugnazioni degli atti presupposti e l’assenza di silenzio, deducendo che l’istanza di accertamento di conformità era già stata respinta con provvedimento del 18 ottobre 2023, notificato il giorno successivo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario, senza esaminare nel merito le censure rivolte contro l’ordine di sgombero e gli atti presupposti. Ha ritenuto decisivo il petitum sostanziale: la ricorrente, assumendo che l’acquisizione gratuita ex art. 31 d.P.R. 380/2001 si fosse perfezionata, rivendicava la conservazione o il recupero della disponibilità materiale del bene, mentre il Comune ne chiedeva il rilascio quale proprietario. La controversia attiene quindi a diritti soggettivi e a rapporti dominicali successivi all’acquisizione, devoluti al giudice ordinario; una volta acquisito il bene, la tutela della sua disponibilità materiale non riguarda più l’esercizio del potere urbanistico-edilizio. Il TAR ha inoltre dichiarato improcedibile la domanda diretta a far accertare l’inerzia comunale, perché dagli atti risultava che l’istanza di accertamento di conformità era stata definita con diniego espresso del 18 ottobre 2023, notificato il 19 ottobre 2023. Spese integralmente compensate per la natura in rito della decisione.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Nel caso di specie, la ricorrente non contesta in via principale la legittimità dell’esercizio del potere repressivo edilizio in quanto tale, ma rivendica il diritto a conservare ovvero recuperare la disponibilità materiale dell’immobile dopo l’intervenuta acquisizione gratuita al patrimonio comunale.

    Dopo il perfezionamento dell’acquisizione gratuita prevista dall’art. 31, le controversie sulla materiale apprensione e disponibilità del bene riguardano diritti soggettivi e rapporti dominicali, spettanti alla giurisdizione ordinaria.

  • art. 823, comma 2, c.c.

    Ne deriva che, per tutelare i beni appartenenti al patrimonio disponibile, il Comune non può ricorrere all’autotutela esecutiva di cui all’art. 823, c. 2 c.c., perché deve utilizzare i metodi “ordinari” previsti dal codice civile.

    Per conseguire la disponibilità di un bene appartenente al patrimonio disponibile, il Comune deve avvalersi degli strumenti ordinari civilistici e non dell’autotutela esecutiva prevista per i beni demaniali.

Massime di principio

  • Quando l’acquisizione gratuita di un’opera abusiva e dell’area di sedime al patrimonio comunale si è perfezionata, la controversia che abbia per oggetto la disponibilità materiale del bene e il suo rilascio attiene a diritti soggettivi e a rapporti dominicali, ed è devoluta alla giurisdizione ordinaria, non riguardando più l’esercizio del potere urbanistico-edilizio.
  • Per ottenere il rilascio di un bene acquisito al patrimonio disponibile, il Comune non può ricorrere all’autotutela esecutiva di cui all’art. 823, comma 2, c.c., ma deve utilizzare gli strumenti ordinari previsti dal codice civile.
  • La domanda diretta ad accertare l’obbligo della pubblica amministrazione di concludere un procedimento è improcedibile quando dagli atti risulta che il procedimento è già stato definito con un provvedimento espresso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniGiurisdizione e ripartoTermini del procedimento e silenzio
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiRiparto di giurisdizioneSilenzio della pubblica amministrazione

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