Cassazione Penale, Sentenza n. 17154/2022 del 02/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che ha rigettato l'appello contro il provvedimento del G.I.P. di Savona che aveva respinto la richiesta di revoca della misura interdittiva (sospensione da ogni incarico nella SCA srl e in altri enti/aziende di servizio pubblico) applicata per un anno per il reato ascrittogli (artt. 81-314 c.p.), per aver utilizzato l'autovettura aziendale dal 26/08/2021 al 21/11/2021 per scopi estranei al servizio (approvvigionamento di stupefacenti e percorso casa-lavoro) senza autorizzazione, cagionando danno di 117,86 euro. Il ricorrente deduceva: mancata motivazione sull'insussistenza della qualifica di incaricato di pubblico servizio; inutilizzabilità e mancata verbalizzazione delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria; travisamento del contenuto contrattuale e della volontà autorizzativa (soprattutto riguardo all'uso promiscuo dell'auto); presenza di previsione che legittimerebbe l'uso promiscuo (art. 2, comma 3 dell'avviso di selezione e clausole contrattuali); e difetti di proporzionalità della misura cautelare.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso infondato (in parte anche inammissibile nella misura in cui reiterava censure già valutate). È stata confermata l'ordinanza impugnata del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'appello e, dunque, mantenuta la misura interdittiva applicata al ricorrente. La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione del ricorrente come incaricato di pubblico servizio connessa alla natura pubblica del servizio gestito dalla SCA srl; ha ritenuto utilizzabili, in parte, le dichiarazioni rese spontaneamente dall'indagato in sede di controllo ai fini cautelari (pur rilevando profili di criticità circa la verbalizzazione); ha ritenuto decisivi anche gli accertamenti contrattuali e le dichiarazioni del Presidente della società, che non avevano formalmente autorizzato l'uso promiscuo e avevano chiarito limiti e modalità dell'uso dell'autovettura; ha giudicato congrua la valutazione del pericolo di reiterazione e la proporzionalità della misura alla luce dell'uso continuativo del veicolo per scopi personali.
Norme richiamate
art. 81 c.p. - concorso di persone nel reato
Richiamato in relazione alla fattispecie penale contestata come riferimento normativo generale sul concorso di reati
art. 314 c.p. (peculato)
Nucleo della contestazione: appropriazione o utilizzo indebito di cosa pubblica o comunque beni della pubblica amministrazione e di soggetti che svolgono servizio pubblico; la Corte ne conferma la rilevanza dati gli usi personali dell'auto aziendale
art. 350, comma 7, c.p.p.
La Corte ricorda che il limite di inutilizzabilità previsto riguarda primariamente la fase dibattimentale; dunque le dichiarazioni spontanee dell'indagato raccolte fuori dal contesto processuale possono essere utilizzate ai fini cautelari
art. 357, comma 2, lett. b), c.p.p.
Richiamato in rapporto alla necessità di verbalizzazione delle dichiarazioni dell'indagato; la Corte osserva profili di criticità quando le dichiarazioni non risultano formalmente verbalizzate e sottoscritte
art. 62 c.p.p. (divieto di testimonianza per ufficiali e agenti di P.G.)
Il divieto opera per dichiarazioni rese nel corso di atti del procedimento; la Corte distingue fra dichiarazioni spontanee rese fuori da atti procedimentali e quelle rese nel contesto formale del procedimento
art. 178 c.p.p. (nullità generali)
Richiamato in relazione alla censura per presunta nullità derivante da tardiva requisitoria del P.G.; la Corte esclude la nullità quando non è stata pregiudicata la possibilità di difesa
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n.137 conv. L. 18/12/2020 n.176 (norme emergenziali Covid-19)
La Corte osserva che il mancato rispetto dei termini introdotti dalla disciplina emergenziale non integra automaticamente nullità generale, salvo la lesione del diritto di difesa
Clausola contrattuale (art. 6 del contratto di assunzione)
La società metterà a disposizione del dirigente, oltre al portatile/tablet, e al telefono aziendale, anche un'autovettura aziendale che, su richiesta del dirigente, potra essere autorizzata per uso promiscuo
La Corte interpreta la clausola come subordinante l'uso promiscuo a una formale autorizzazione (di competenza del Cda e non del solo Presidente) e non come automatica facoltà del dirigente; la mancata contabilizzazione della quota come retribuzione in natura rafforza l'assenza di un uso 'scontato'
Massime di principio
- Nei giudizi cautelari la Corte di legittimità controlla soprattutto la legittimità formale della motivazione; non va invocata la sede di Cassazione per una rivalutazione del merito probatorio se non per vizi di legge o illogicità manifesta
- La qualifica di 'incaricato di pubblico servizio' può ricavarsi dalla natura pubblica del servizio esercitato dalla società, anche se soggetta a strumenti privatistici; quindi manager di società a partecipazione pubblica possono essere destinatari di reati contro la pubblica amministrazione
- Dichiarazioni spontanee rese dall'indagato fuori da un atto processuale possono essere utilizzate nella fase cautelare; tuttavia la mancata verbalizzazione o sottoscrizione può determinarne criticità probatoria
- Le disposizioni contrattuali che prevedono l'uso di benefit (es. autovettura) per uso promiscuo vanno interpretate secondo il loro contenuto formale: la previsione di una 'autorizzazione' o di una richiesta subordinata a decisione dell'organo competente comporta che l'uso senza atto formale può essere non autorizzato
- La proporzionalità delle misure interdittive si valuta anche in relazione alla persistenza della condotta ostativa: l'uso continuativo e successivo di un bene aziendale per fini privati rafforza il pericolo di reiterazione
- Ritardi o tardività nella requisitoria dovuti a norme emergenziali (es. Covid-19) non comportano automaticamente nullità se non hanno compromesso il diritto di difesa
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