Ordinanza n. 868/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento n. 0523429del 30/12/2025 emesso dalla Prefettura di Napoli - sez. immigrazione - e avente ad oggetto la revoca del nulla osta al lavoro subordinato prot. n. p-na/l/n/2025/102178 rilasciato su istanza del datore di lavoro, sig. Vicinanza Marcello, e notificato in data 30.12.2025 nonché di ogni atto consequenziale e/o presupposto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato su istanza del datore di lavoro
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la revoca prefettizia del nulla osta al lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Ha contestato il venir meno del titolo collegato al rapporto di lavoro e ha invocato anche la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione, nonché la rilevanza di una nuova opportunità lavorativa sopravvenuta. In sede cautelare, tuttavia, non ha allegato né fornito un principio di prova circa elementi idonei a orientare diversamente la decisione dell'Amministrazione. La controversia riguarda inoltre la qualificazione della mansione prospettata, quella di muratore, rispetto ai requisiti della Carta Blu UE per lavoro altamente qualificato.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda incidentale di sospensione. In base alla sommaria cognizione propria della fase cautelare, ha ritenuto non ravvisabili i presupposti per la tutela richiesta. Il provvedimento prefettizio è apparso prima facie giustificato perché la mansione di muratore non rientra nelle attività riconducibili alla Carta Blu UE e al lavoro altamente qualificato; tale circostanza rendeva inidonee le censure a superare il giudizio amministrativo di inattendibilità del rapporto di lavoro allegato. Il Collegio ha inoltre ritenuto precluso il permesso per attesa occupazione, poiché non risultava una successiva interruzione o cessazione del rapporto per circostanze non imputabili al lavoratore, ma l'inesistenza originaria dei requisiti necessari per instaurarlo. La nuova opportunità lavorativa, essendo successiva all'adozione del provvedimento impugnato, può al più giustificare una nuova valutazione da parte dell'Amministrazione, ma non incide sulla legittimità dell'atto già adottato né ne determina la sospensione. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare e i presupposti per la concessione della sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato; nel caso concreto il TAR ha ritenuto non sussistenti, in sede di sommaria cognizione, i presupposti della tutela.
Carta Blu UE
Il riferimento è utilizzato per escludere che la mansione di muratore rientri nel lavoro altamente qualificato necessario per il relativo titolo.
Massime di principio
- In sede cautelare, la parte che chiede la sospensione di un provvedimento deve allegare elementi e fornire almeno un principio di prova idoneo a mettere in discussione la valutazione compiuta dall'Amministrazione.
- La mansione di muratore non è, in quanto tale, riconducibile al lavoro altamente qualificato richiesto per la Carta Blu UE; l'assenza di tale requisito può giustificare la revoca del nulla osta e il giudizio di inattendibilità del rapporto di lavoro prospettato.
- Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone la cessazione o l'interruzione di un rapporto di lavoro già validamente instaurato per circostanze successive non imputabili al lavoratore; non opera quando i requisiti per l'instaurazione del rapporto mancavano originariamente.
- Un rapporto o un'opportunità lavorativa sopravvenuti dopo l'adozione del provvedimento impugnato non incidono, di per sé, sulla legittimità del provvedimento, ma possono giustificare una nuova valutazione amministrativa.
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