Sentenza del 04/05/2017 n. 720 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Avviso di accertamento sul recupero IVA - Acquisti di oro da privati e successiva vendita a operatori professionali - Erroneo utilizzo del reverse charge.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL'avviso di accertamento è stato ritenuto fondato, poiché non è stata dimostrata la natura di rottami dell'oro acquistato. Di conseguenza, il semplice fatto che l'oro sia stato successivamente ceduto a operatori professionali non è sufficiente a giustificare l'applicazione del reverse charge; trova invece applicazione il regime IVA del margine previsto per il commercio di beni usati.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda il recupero dell'IVA per acquisti di oro effettuati da privati e la successiva vendita a operatori professionali, con applicazione del reverse charge. Il contribuente sosteneva, o aveva applicato, l'inversione contabile ritenendo che l'oro acquistato rientrasse nella disciplina prevista per l'oro destinato a lavorazioni o trasformazioni. La sentenza ha invece distinto tra prodotti finiti usati e rottami: la compravendita di oggetti d'oro usati, che conservano la loro funzione naturale, non costituisce attività professionale ai sensi dell'art. 1, comma 3, della legge n. 7/2000 e rientra nel regime IVA del margine previsto per i beni usati. Per applicare il reverse charge, il contribuente deve dimostrare che i beni abbiano perso la loro funzione originaria e siano destinati alla fusione o alla trasformazione.
Norme richiamate
Art. 1, comma 3, legge n. 7/2000
La compravendita di prodotti finiti d'oro usati, che conservano la loro funzione naturale, non integra di per sé un'attività professionale nel settore dell'oro disciplinato dalla norma.
Regime IVA del margine per il commercio di beni usati
Gli oggetti d'oro usati acquistati da privati e successivamente rivenduti sono assoggettati al regime del margine quando mantengono la loro natura di beni usati e non sono qualificabili come rottami.
Disciplina IVA del reverse charge per oro e rottami
L'inversione contabile può essere applicata solo se i beni rientrano effettivamente nella categoria prevista dalla norma, in particolare se l'oro ha perso la propria funzione naturale ed è destinato alla fusione o alla trasformazione. L'onere della prova grava sul contribuente.
Massime di principio
- Nel commercio di oro occorre distinguere tra prodotti finiti usati e rottami: la qualificazione dipende dalla funzione e dalla destinazione concreta del bene, non soltanto dal materiale di cui è composto.
- La successiva vendita a un operatore professionale non dimostra automaticamente che l'oro acquistato fosse rottame né legittima, da sola, l'applicazione del reverse charge.
- Chi applica l'inversione contabile deve conservare e produrre elementi oggettivi che provino la perdita della funzione originaria del bene e la sua destinazione alla fusione o trasformazione.
- In assenza di tale prova, gli acquisti e le rivendite di oggetti d'oro usati sono normalmente ricondotti al regime IVA del margine previsto per i beni usati.
- La corretta qualificazione merceologica e documentale dei beni è decisiva: descrizioni contrattuali, fatture, registri, perizie e prove della destinazione alla fusione possono assumere rilievo nel contenzioso.
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