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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30188/2023 del 12/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della responsabilità per reati in materia di stupefacenti (e, per Di Carlo, anche per danneggiamento e violazione della legge sulle armi). De Rosa ha censurato l'applicazione dell'aumento di pena per recidiva, ritenendone carente la motivazione e il collegamento con la nuova condotta. Di Giacomo ha contestato la valutazione probatoria basata su intercettazioni equivoche e il fatto che solo due sequestri siano stati effettuati rispetto a venti episodi contestati; inoltre ha contestato la responsabilità per il capo C7 (detenzione in concorso) per mancanza di elementi oggettivi. Di Carlo ha denunciato la scarsa attendibilità degli indizi per il danneggiamento e il possesso dell'arma (riconducendo l'auto vista alle generalità della madre senza targa), nonché l'affidamento su materiale intercettivo equivoco per le cessioni A2 e A3. Spada ha dedotto la mancata identificazione della voce femminile nelle intercettazioni, l'assenza di sequestri a suo carico, l'insufficiente prova per il capo C6 e la generica, contraddittoria motivazione dei giudici di merito, nonostante il Tribunale del Riesame avesse escluso la gravità indiziaria per un episodio.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato la validità della motivazione delle decisioni di merito (prima istanza e Corte d'appello). Per De Rosa è stato ritenuto legittimo l'aumento per recidiva sulla base dei precedenti specifici e della personalità negativa. Per Di Giacomo la Corte ha ritenuto non censurabile in sede di legittimità la valutazione delle intercettazioni, qualificate come questione di fatto, e ha ritenuto coerente il collegamento tra le conversazioni e il ritrovamento dello stupefacente nel furgone (capo C7). Per Di Carlo la Corte ha ritenuto convincenti gli elementi indiziari convergenti (videofilmati, tempistica, intercettazioni che collegano il ricorrente ad altri danneggiamenti e all'uso dell'arma) e ha rigettato le censure sui singoli elementi (assenza di targa, mancata prova diretta del possesso dell'arma). Anche le censure sulle cessioni A2/A3 sono state ritenute infondate in ragione del contenuto delle captazioni e dei riscontri. Per Spada la sentenza ha valorizzato il quadro complessivo delle intercettazioni, delle osservazioni di polizia giudiziaria e dei riscontri (sequestri collegati ad incontri) per ritenere la sua partecipazione provata. Conseguentemente i ricorrenti sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una somma in favore della cassa.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 4, lett. e) codice di procedura penale

    art 606, comma 4 lett e)/cod proc pen

    La Corte si è richiamata a tale norma nel sindacare i motivi di ricorso sulla motivazione; ha ritenuto che i vizi dedotti non configurassero una manifesta illogicità o contraddittorietà idonea a fondare la cassazione, essendo molte questioni di fatto rimesse alla valutazione del giudice di merito

  • legge sulle armi (normativa penale in materia di armi)

    La sentenza conferma che l'accertamento del possesso e dell'uso di un'arma può fondarsi su elementi indiziari convergenti (intercettazioni, dichiarazioni, comportamenti e contesto), purché la motivazione sia logica e non manifestamente illogica

  • principio giurisprudenziale della doppia conforme

    La Corte ha applicato il principio secondo cui le decisioni di primo grado e di appello che risultino conformi formano un unico corpo motivazionale, circostanza che restringe il sindacato di legittimità e rende difficoltosa la riesamina critica delle valutazioni di merito se non per vizi manifesti

Massime di principio

  • Le contestazioni sulla valutazione delle intercettazioni costituiscono, di regola, questioni di fatto riservate al giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo quando la motivazione sia manifestamente illogica o contraddittoria
  • Elementi indiziari e circostanziali (videoriprese, tempistiche, lessico criptico nelle intercettazioni, riscontri successivi come sequestri) possono, se convergenti e motivati, fondare la responsabilità anche in assenza di prova diretta per ogni singolo episodio
  • L'applicazione dell'aumento per recidiva richiede una motivazione che dimostri la rilevanza dei precedenti rispetto alla nuova condotta; la valutazione del giudice di merito è ampiamente discrezionale se adeguatamente motivata
  • La mancata identificazione assoluta di una voce intercettata può essere compensata da elementi di riscontro contestuali (comportamenti, utilizzazione di utenze, dichiarazioni di terzi, spostamenti) purché il giudice espliciti il nesso logico
  • La nozione di manifestità del vizio è soggetta a standard elevati: non è sufficiente prospettare una lettura alternativa dei fatti, occorre dimostrare che la motivazione è priva di senso o contraddittoria in modo evidente
  • Quando ricorrono sentenze conformi di primo grado e appello (doppia conforme), la Cassazione tende a considerare il complesso motivazionale nel suo insieme, limitando il sindacato alle ipotesi di carenza o manifesta illogicità della motivazione
  • Per contestare efficacemente una condanna fondata su elementi indiziari, è utile per il difensore individuare e documentare specifiche incongruenze logiche o omissioni nella motivazione che siano manifeste e non semplicemente prospettare interpretazioni alternative

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