Sentenza del 27/05/2015 n. 10892 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento ICI relativo all'anno 2000, con cui il Comune aveva richiesto la differenza tra quanto versato e quanto dovuto sulla base della maggiore rendita catastale attribuita dall'UTE all'immobile. Ha contestato, tra l'altro, l'insufficiente motivazione dell'avviso, la mancata allegazione o riproduzione dell'atto di attribuzione della rendita, l'errata individuazione dell'ente contro cui proporre le contestazioni sulla rendita, la mancanza o inidoneità della delega al funzionario firmatario e la violazione del diritto di difesa.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto sufficiente la motivazione dell'avviso, poiché indicava l'immobile, l'importo dichiarato, quello risultante dalla verifica e l'aumento della rendita, consentendo al contribuente di comprendere la pretesa tributaria. La mancata indicazione puntuale delle norme è stata considerata una mera irregolarità, non invalidante. L'impugnazione della rendita catastale doveva essere proposta contro l'UTE, oggi Agenzia delle Entrate-Territorio, e non contro il Comune, che era vincolato alla rendita attribuita. È stata inoltre ritenuta operante la presunzione di legittimità della designazione del funzionario responsabile ICI, salvo prova contraria. Il controricorso del Comune è stato dichiarato inammissibile perché tardivo, ma ciò non ha impedito il rigetto del ricorso del contribuente. Nessuna statuizione sulle spese.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 2
La rendita catastale costituisce la base imponibile dell'ICI.
La rendita catastale attribuita dall'ufficio competente è il presupposto necessario per determinare la base imponibile dell'imposta e vincola il Comune nella liquidazione dell'ICI.
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 11, commi 2-bis e 4
L'atto presupposto non deve essere allegato quando nell'atto impositivo ne sia riprodotto il contenuto essenziale.
L'avviso è sufficientemente motivato se consente al contribuente di conoscere gli elementi essenziali della pretesa, anche senza allegazione materiale dell'atto presupposto. La designazione del funzionario responsabile non deve necessariamente essere menzionata nell'avviso.
Legge n. 241 del 1990, art. 3
L'obbligo generale di motivazione deve essere valutato in relazione alla natura e alla funzione concreta dell'atto tributario.
Legge n. 212 del 2000, artt. 7
Lo Statuto del contribuente impone chiarezza e motivazione degli atti fiscali, ma tali requisiti risultano rispettati quando l'atto espone in modo comprensibile i presupposti della pretesa.
Legge n. 342 del 2000, art. 74, comma 3
Il termine per contestare la rendita decorre dalla notificazione del primo atto impositivo che ne recepisce i valori.
La pubblicazione all'albo pretorio non preclude la contestazione della rendita; il contribuente può impugnarla quando ne riceve piena conoscenza tramite il primo atto impositivo, ma deve convenire l'ufficio che ha emesso l'atto catastale.
Legge n. 488 del 1999, art. 30, comma 11
Il richiamo normativo operato dal giudice serve a qualificare giuridicamente la fattispecie e non costituisce un'integrazione illecita della motivazione dell'avviso.
Codice di procedura civile, art. 370
Il controricorso depositato oltre il termine previsto è inammissibile.
Codice di procedura civile, art. 384
La Corte di cassazione può correggere o integrare la motivazione giuridica della sentenza impugnata quando il dispositivo è corretto.
Massime di principio
- Quando un tributo comunale è calcolato sulla base di una rendita catastale, il Comune normalmente deve recepire la rendita vigente e non può modificarla autonomamente.
- Le contestazioni sulla correttezza della rendita, del classamento, della categoria o delle caratteristiche dell'immobile devono essere rivolte all'ufficio catastale che ha adottato l'atto, non soltanto al Comune che lo ha utilizzato per calcolare il tributo.
- Un avviso di accertamento è generalmente valido se identifica il bene, indica quanto dichiarato, quanto richiesto e il criterio essenziale utilizzato per determinare la maggiore imposta, anche se non riproduce integralmente l'atto catastale, purché ne esponga il contenuto essenziale.
- La mancata indicazione specifica delle norme nell'avviso non determina automaticamente la nullità se i presupposti di fatto e la ragione sostanziale della pretesa sono comprensibili.
- La contestazione della rendita e quella dell'imposta sono procedimenti collegati ma distinti: per ottenere la riduzione del tributo occorre, quando necessario, impugnare tempestivamente sia l'atto impositivo sia l'atto catastale presupposto davanti al soggetto competente.
- La designazione del funzionario comunale responsabile non deve necessariamente essere allegata o trascritta nell'avviso; il contribuente deve contestare concretamente l'inesistenza o l'illegittimità della delega, non la sua mera mancata menzione.
- Anche se l'ufficio resistente non si costituisce validamente o deposita tardivamente il controricorso, il ricorso del contribuente può essere rigettato se le censure risultano infondate o inammissibili.
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