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Sentenza

Sentenza n. 4634/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento, 1. della nota prot. CA/2022/0209522 del 20/12/2022 recante comunicazione di improcedibilità della domanda di occupazione di suolo pubblico in Roma, Via dei Crociferi, n. 25; 2. delle Deliberazione del Consiglio Municipale n. 28 del 14/10/2011 e della scheda di piano di massima occupabilità di Via dei Crociferi, nonché di ogni altro atto presupposto e connesso non conosciuto e non comunicato alla ricorrente; 3. nonché di ogni ulteriore atto e e/o provvedimento presupposto, connesso e/o conseguente ostativo alla ricorrente.

Giustizia amministrativa202300018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione di improcedibilità della domanda di occupazione di suolo pubblico relativa a un'area di Via dei Crociferi, nonché il Piano di Massima Occupabilità applicabile all'area

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la comunicazione comunale di improcedibilità della domanda di occupazione di suolo pubblico e gli atti presupposti, deducendo: la violazione degli artt. 7 e seguenti della l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio e mancato rispetto delle garanzie partecipative; l'illegittimità propria e derivata della scheda del Piano di Massima Occupabilità relativa a Via dei Crociferi, per eccesso di potere sotto i profili del difetto di istruttoria, difetto di motivazione, genericità, ingiustizia manifesta e arbitrarietà, nonché per violazione degli artt. 12 e 13 della disciplina comunale; in via subordinata, la violazione dell'art. 158 del d.lgs. 285/1992, dell'art. 120 del d.P.R. 495/1992 e dell'art. 1 del d.l. 1/2012, oltre a difetto di istruttoria, difetto di motivazione e travisamento dei presupposti, sul rilievo che non sarebbe stata dimostrata l'esistenza di un divieto di sosta e che tavoli o sedie non sarebbero idonei a incidere sulla circolazione.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha escluso la violazione delle garanzie partecipative, rilevando che, per l'istanza di concessione di occupazione di suolo pubblico, nessuna disposizione legislativa o regolamentare impone la comunicazione di avvio del procedimento e che si tratta di un procedimento avviato a iniziativa di parte, nel quale l'interessato dispone delle informazioni previste dall'art. 8 della l. 241/1990. Ha inoltre osservato che, comunque, la società non avrebbe potuto ottenere la concessione, poiché la scheda del Piano di Massima Occupabilità approvata con deliberazione municipale n. 28/2011 non consente occupazioni commerciali nell'area interessata. Le censure contro il Piano sono state ritenute non condivisibili anche perché la ricorrente non aveva previamente attivato la procedura di revisione prevista dall'art. 37, comma 15, della disciplina comunale, che consente agli interessati di chiedere la revisione dei Piani di Massima Occupabilità. Il Comune, pertanto, doveva applicare il Piano vigente, dal quale risultava la non assentibilità dell'occupazione in Via dei Crociferi. È stata respinta anche la censura relativa al difetto di motivazione, poiché il diniego risultava fondato sulla mancata previsione, nel Piano, di concessioni di suolo pubblico nell'area e non sulla presenza di un divieto di sosta. Il TAR ha infine ritenuto non corretta la tesi secondo cui tavoli e sedie non inciderebbero sulla circolazione, richiamando l'art. 20, comma 1, del Codice della strada, che disciplina e limita l'occupazione della sede stradale. Le spese di giudizio sono state compensate per la particolarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • artt. 7 e 8 l. 241/1990

    Per una domanda di concessione di occupazione di suolo pubblico avviata a iniziativa di parte, il giudice ha escluso l'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento, rilevando che l'interessato dispone comunque delle informazioni previste dall'art. 8.

  • art. 37, comma 15, DAC 21/2021

    È fatta salva la validità di tutti i Piani di Massima Occupabilità già approvati dagli Organi comunali e/o municipali competenti, ferma restando la facoltà di attivare specifico provvedimento di revisione.

    La disposizione conserva la validità dei Piani di Massima Occupabilità già approvati e consente agli interessati di attivarne la revisione; la mancata preventiva richiesta di revisione rende non condivisibili le contestazioni rivolte direttamente al Piano applicato.

  • artt. 12 e 13 DAC 21/2021

    Le disposizioni sono state invocate dalla ricorrente contro la scheda del Piano di Massima Occupabilità, ma il ricorso è stato respinto.

  • art. 20, comma 1, d.lgs. 285/1992

    Sulle strade di tipo A), B), C) e D) è vietata ogni tipo di occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con veicoli, baracche, tende e simili; sulle strade di tipo E) ed F) l'occupazione della carreggiata può essere autorizzata a condizione che venga predisposto un itinerario alternativo per il traffico ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione che essa non determini intralcio alla circolazione.

    L'occupazione della sede stradale può incidere sulla circolazione ed è soggetta ai limiti stabiliti dalla disposizione, sicché non è condivisibile escludere in astratto tale incidenza per tavoli e sedie.

  • art. 158 d.lgs. 285/1992

    Norma invocata dalla ricorrente in via subordinata, senza accoglimento della relativa censura.

  • art. 120 d.P.R. 495/1992

    Norma invocata dalla ricorrente in via subordinata, senza accoglimento della relativa censura.

  • art. 1 d.l. 1/2012

    Norma invocata dalla ricorrente in via subordinata, senza accoglimento della relativa censura.

Massime di principio

  • Per le domande di concessione di occupazione di suolo pubblico avviate a iniziativa di parte, in assenza di una specifica previsione legislativa o regolamentare, non sussiste l'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento previsto dall'art. 7 della l. 241/1990.
  • Quando un Piano di Massima Occupabilità vigente esclude l'occupazione commerciale in una determinata area, l'amministrazione è tenuta ad applicare tale Piano e può legittimamente respingere la domanda di concessione fondata su un diverso apprezzamento dell'area.
  • La contestazione dell'inadeguatezza o dell'attualità di un Piano di Massima Occupabilità deve essere preceduta, ove previsto dalla disciplina comunale, dall'attivazione della specifica procedura amministrativa di revisione del Piano; in mancanza, non sono condivisibili le doglianze dirette contro il diniego fondato sul Piano vigente.
  • Il provvedimento che respinge una domanda di occupazione di suolo pubblico è adeguatamente motivato quando individua quale ragione ostativa la mancata assentibilità dell'occupazione secondo il Piano di Massima Occupabilità applicabile, senza necessità di fondare il diniego sull'esistenza di uno specifico divieto di sosta.
  • L'occupazione della sede stradale mediante tavoli, sedie o strutture analoghe non può essere considerata in astratto inidonea a incidere sulla circolazione, poiché l'art. 20 del Codice della strada assoggetta l'occupazione della sede stradale a specifici limiti e condizioni.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoPartecipazione al procedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEccesso di potere

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