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Sentenza

Sentenza del 24/03/2017 n. 7 - Comm. Trib. Reg. Valle d'Aosta

OGGETTO: REGIME DEL REVERSE CHARGE IN MATERIA DI COMMERCIO DI ORO

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava l'avviso di accertamento relativo al periodo d'imposta 2010, con cui l'Ufficio aveva recuperato 34.643,00 euro di IVA, oltre sanzioni e interessi. La ricorrente aveva emesso fatture non imponibili ai sensi dell'art. 8, comma 1, lett. c), del DPR n. 633/1972, sulla base delle dichiarazioni d'intento della società acquirente, ritenendo applicabile il reverse charge previsto per le cessioni di oro destinato alla fusione. L'Amministrazione riteneva invece che si trattasse di commercio di beni usati, soggetto al regime del margine, poiché né la cedente né la cessionaria svolgevano attività industriale di fusione, affinazione o trasformazione dei metalli preziosi. La società impugnava inoltre la sentenza di primo grado, sostenendo che avesse interpretato in modo errato la normativa.

La decisione

La Commissione tributaria regionale ha respinto l'eccezione dell'Ufficio sull'inammissibilità dell'appello, ma ha comunque respinto nel merito l'appello della società e confermato la sentenza di primo grado. Ha stabilito che il reverse charge non dipende soltanto dalla natura dell'oggetto come oro usato o rottame, ma dalla sua destinazione effettiva e documentata alla fusione o alla trasformazione industriale presso un'impresa specializzata. Nel caso concreto, la società acquirente operava nel commercio di orologi e gioielli nuovi e usati e non risultava svolgere esclusivamente attività industriale di recupero o trasformazione dei metalli. La contribuente non aveva quindi dimostrato i requisiti per applicare il regime eccezionale dell'inversione contabile. È stato ritenuto corretto applicare il regime del margine previsto per i beni usati, con IVA sul margine a carico del cedente. La società è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 2.000,00 euro oltre IVA e CPA se dovute.

Norme richiamate

  • Art. 17, comma 5, DPR n. 633/1972

    Inversione contabile o reverse charge per determinate cessioni di materiali auriferi.

    Il reverse charge è un regime eccezionale e di stretta interpretazione. Per gli oggetti d'oro usati è applicabile solo quando il cessionario li destina effettivamente ed esclusivamente alla fusione, affinazione o trasformazione industriale del metallo prezioso.

  • Art. 8, comma 1, lett. c), DPR n. 633/1972

    Fatture non imponibili emesse sulla base di dichiarazioni d'intento di esportatori abituali.

    La dichiarazione d'intento del cessionario non legittima automaticamente l'emissione di fatture non imponibili quando l'operazione è invece soggetta a uno specifico regime IVA, come il regime del margine.

  • Art. 36 e seguenti del D.L. n. 41/1995, convertito dalla Legge n. 85/1995

    Regime speciale del margine per la cessione di beni usati.

    Gli oggetti acquistati da privati e rivenduti senza trasformazione sono normalmente soggetti al regime del margine, con IVA calcolata sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto; l'imposta resta a carico del cedente.

  • Art. 10, n. 11, DPR n. 633/1972, come modificato dalla Legge n. 7/2000

    Esenzione IVA per le cessioni di oro da investimento.

    L'oro da investimento costituisce una categoria distinta dall'oro industriale e segue uno specifico regime di esenzione, con possibilità di opzione per l'imponibilità in determinati casi e nei confronti di soggetti passivi IVA.

  • Legge n. 7/2000

    Riforma della disciplina del mercato dell'oro e distinzione tra oro da investimento e oro industriale.

    La distinzione normativa tra oro da investimento e oro diverso da quello da investimento è rilevante per individuare il corretto trattamento IVA, ma non consente di applicare il reverse charge in assenza della concreta destinazione industriale del bene.

  • Art. 53 del D.Lgs. n. 546/1992

    Requisiti di ammissibilità dell'appello tributario.

    L'appello è ammissibile se, anche mediante rinvio agli atti precedenti, consente di individuare i fatti, l'oggetto della domanda e i motivi dell'impugnazione.

  • Art. 15 del D.Lgs. n. 546/1992

    Condanna alle spese di giudizio secondo il principio di soccombenza.

    La parte soccombente è condannata al rimborso delle spese processuali, salvo diversa decisione motivata del giudice.

  • Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 92/E del 12 dicembre 2013

    Richiamata per individuare i casi in cui la lavorazione industriale, la fusione o l'affinazione del metallo prezioso possono giustificare l'applicazione del reverse charge.

  • Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 37518 del 28 novembre 2002

    Richiamata a supporto della necessità che il materiale sia destinato a effettive attività industriali di fusione, affinazione o trasformazione, e non alla semplice rivendita di gioielli o oggetti usati.

Massime di principio

  • Nel commercio di oggetti usati in oro o argento, il reverse charge non si applica automaticamente in ragione della natura aurifera del bene: occorre provare la sua destinazione effettiva alla fusione, affinazione o trasformazione industriale.
  • La destinazione finale del bene prevale sulla sua qualificazione formale come gioiello usato, rottame o materiale aurifero. Se il bene è rivenduto come prodotto finito o destinato al riutilizzo commerciale, tende ad applicarsi il regime del margine e non il reverse charge.
  • L'onere di dimostrare i presupposti del regime eccezionale dell'inversione contabile grava sul contribuente che lo invoca. È quindi necessario conservare documentazione idonea sull'attività del cessionario, sulla destinazione dei beni e sulla loro effettiva lavorazione industriale.
  • La semplice qualifica di esportatore abituale del cessionario e la relativa dichiarazione d'intento non consentono di neutralizzare l'IVA quando l'operazione è soggetta al regime del margine o a un diverso regime speciale.
  • Un commerciante compro oro che acquista beni da privati e li rivende senza trasformazione deve normalmente valutare l'applicazione del regime del margine, salvo poter dimostrare concretamente la cessione a un soggetto che svolga esclusivamente attività industriale di fusione o trasformazione.
  • Le regole sul reverse charge sono di stretta interpretazione e non possono essere applicate in via estensiva o analogica in assenza dei requisiti previsti dalla legge.

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