Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4217/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso il rigetto della richiesta di dissequestro della somma indicata in atti (nella documentazione risultava la somma di euro 1.146.602,28, in parte richiamata anche come 1.346.000). Il Consorzio sosteneva di essere soggetto terzo danneggiato (persona offesa) avente diritto alla restituzione delle somme relative a prestazioni già effettuate e quindi interesse concreto al dissequestro; il Tribunale del riesame aveva invece ritenuto che il Consorzio fosse titolare di un mero credito, incerto a causa dell'accusa di frode in pubbliche forniture, e che le somme sequestrate fossero nella disponibilità della Prefettura di Benevento.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha confermato che il Consorzio non era legittimato all'impugnazione perché titolare di un mero diritto di credito e non di un "diritto alla restituzione" o di una relazione di fatto tutelata (es. possesso) sulla somma sequestrata, che era nella disponibilità esclusiva della Prefettura. Perciò il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce che la legittimazione all'impugnazione contro il provvedimento cautelare spetta a chi abbia un "diritto alla restituzione" della cosa; la Corte ha interpretato la norma nel senso che solo una posizione giuridica autonoma e tutelabile (diritto reale o personale ovvero rapporto di fatto tutelato, come il possesso) dà titolo all'impugnazione

  • art. 324, comma ottavo, cod. proc. pen.

    Prevede la riserva al giudice civile per questioni di restituzione: la Corte ricorda che il rimedio penale del dissequestro non sostituisce la valutazione civile della titolarità del diritto di restituzione

  • art. 356 cod. pen.

    Richiamato nella motivazione per qualificare le somme come profitto del reato (utilizzo indebiti di somme stanziate), elemento che ha contribuito a ritenere incerto il diritto creditorio del Consorzio e a giustificare il sequestro presso la Prefettura

Massime di principio

  • La legittimazione a impugnare un provvedimento di sequestro/dissequestro non si fonda su un generico interesse o su un credito non ancora esigibile, ma su un "diritto alla restituzione" effettivamente rilevabile (diritto reale, diritto personale già concretamente tutelabile o rapporto di fatto come il possesso).
  • Un creditore munito di un mero credito non garantito non ha normalmente standing per impugnare il mancato dissequestro della cosa/denaro sequestrato, salvo che riesca a dimostrare una posizione di disponibilità o un titolo che implichi un effettivo diritto di restituzione.
  • Se le somme o i beni sono nella disponibilità di un terzo (es. pubblica amministrazione come la Prefettura), l'unico soggetto che può esercitare concretamente il diritto alla restituzione è il soggetto che aveva la disponibilità al momento del sequestro; il terzo-creditore dovrà agire con strumenti alternativi (azione civile per il credito o ottenere che il soggetto in disponibilità richieda il dissequestro).
  • La qualifica di "persona offesa" nel procedimento penale non coincide automaticamente con la legittimazione a chiedere il dissequestro: occorre verificare la natura giuridica della posizione (reale, personale già esigibile o possesso) rispetto alla cosa sequestrata.
  • In situazioni analoghe è utile documentare preventivamente la concreta disponibilità o il titolo reale (pignoramento, pegno, possesso) sulle somme/beni sequestrati oppure chiedere la pronuncia civile sulla titolarità del credito prima di proporre impugnazioni penali anticipate.
  • Se il credito è assistito da garanzia reale (es. creditore pignoratizio), la giurisprudenza riconosce diversa legittimazione all'impugnazione rispetto al creditore 'semplice'; pertanto, la presenza di garanzie reali cambia l'analisi della legittimazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.