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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31776/2023 del 21/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione volto a censurare: 1) la responsabilità penale per il delitto di tentata rapina, per presunta carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione dei giudici di merito che avrebbero fondato la condanna su elementi di somiglianza esteriore tra la ricorrente e la persona indicata dalle vittime; 2) la ricognizione dell'aggravante della minorata difesa (art. 61 n. 5 cod. pen.) con riferimento alla vittima di 76 anni, lamentando che i giudici di merito non abbiano effettuato l'accertamento concreto richiesto dalle Sezioni Unite e si siano limitati ad affermare apoditticamente la minorata difesa in ragione dell'età.

La decisione

Primo motivo: rigettato come inammissibile/asinpecifico in quanto rielaborazione di censure di merito e dedotto in fatto; la Corte di cassazione ha ritenuto non censurabile la valutazione probatoria dei giudici di merito che avevano indicato elementi gravemente indiziari (vicinanza spazio-temporale dei fatti, corrispondenza di caratteristiche fisiche riferite da più persone offese). Secondo motivo: accolto. La Corte ha ritenuto che la Corte territoriale non abbia applicato i criteri indicati dalle Sezioni Unite (sent. Cardellini) per accertare la minorata difesa: mancata verifica in concreto dell'ostacolo alla difesa e del concreto profitto dell'agente. Inoltre, a seguito della riforma (D.Lgs. 150/2022) il reato di furto (capo b) è divenuto procedibile a querela e la querela non è stata presentata dalla persona offesa nei termini transitori; pertanto il reato è divenuto improcedibile. Consequenzialmente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente al reato di cui al capo b) per sopravvenuto difetto di querela e ne è stato eliminato l'aumento di pena in continuazione nella misura di giorni 26 di reclusione e euro 37 di multa; per il resto le statuizioni di merito sono confermate.

Norme richiamate

  • art. 61, n. 5 cod. pen.

    L'aggravante della 'minorata difesa' richiede un accertamento concreto: non basta l'idoneità astratta di circostanze di tempo, luogo o persona; occorre verificare a) esistenza della circostanza astrattamente idonea, b) che la circostanza abbia prodotto in concreto un effetto di ostacolo alla difesa, c) che l'agente ne abbia effettivamente 'profittato'. L'età della vittima (>65 anni) non determina automaticamente l'aggravante senza verifiche concrete.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (riforma procedibilità) - art. 2, comma 1, lett. i)

    sostituzione del terzo comma dell'art. 624 cod. pen.

    Ha reso il delitto di furto (art. 624) in generale procedibile a querela della persona offesa salvo particolari eccezioni; la modifica si applica dall'entrata in vigore e, per reati commessi prima, trova applicazione il termine per la querela previsto dalle norme transitorie.

  • art. 624 cod. pen. (terzo comma, novellato)

    Disciplina la procedibilità del delitto di furto; a seguito della modifica normativa il reato può essere perseguibile a querela, con le eccezioni previste dalla legge.

  • art. 85, comma 1 (disposizioni transitorie)

    Per i reati divenuti perseguibili a querela dalle nuove disposizioni commessi prima dell'entrata in vigore, il termine per la presentazione della querela decorre dalla data di entrata in vigore se la persona offesa aveva già avuto notizia del fatto.

  • art. 620 cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione, nei limiti dei criteri indicati, di eliminare gli effetti che risultano assorbiti o modificati a seguito dell'annullamento (qui l'eliminazione dell'aumento di pena in continuazione quantificata in giorni 26 e euro 37).

  • Sezioni Unite della Corte di Cassazione, n. 40275 del 15/07/2021 (Cardellini)

    Fornisce il criterio di accertamento per l'aggravante di minorata difesa: occorre valutazione concreta caso per caso (tre verifiche: idoneità astratta, produzione concreta dell'ostacolo, profitto dell'agente) e respinge automatismi connessi all'età della vittima.

  • Giurisprudenza di legittimità citata (es. Sez. 3 n. 44418/2013, Sez. 2 n. 6560/2020, Sez. 5 n. 51604/2017, Sez. 6 n. 5465/2020)

    Richiamate per delimitare il sindacato di legittimità sulla valutazione di merito: Cassazione non procede a nuova valutazione delle prove ma verifica congruità e completezza della motivazione di merito.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non sostituisce il giudizio di merito: le censure che consistono nella mera rivalutazione dei fatti o della attendibilità delle prove sono inammissibili se non evidenziano vizi di motivazione formali (contraddittorietà, illogicità manifesta).
  • L'aggravante della minorata difesa (art. 61 n. 5) richiede sempre un accertamento concreto, caso per caso; l'età della vittima non produce automaticamente l'aggravante senza che sia dimostrato l'effettivo 'ostacolo alla difesa' e il profitto dell'agente.
  • Dopo la riforma della procedibilità (D.Lgs. 150/2022) è fondamentale verificare tempestivamente la presentazione della querela: l'assenza della querela, secondo le regole transitorie, può determinare l'improcedibilità del reato e dunque l'annullamento della condanna per quel capo.
  • Se la Corte di cassazione dichiara improcedibile un reato per sopravvenuto difetto di querela, può eliminare d'ufficio gli aumenti di pena derivanti dalla continuazione purché ciò sia possibile senza rinvio, rideterminando in concreto la misura dell'aumento eliminato (art. 620 c.p.p.).
  • In difese analoghe è utile per il ricorrente: a) segnalare specifiche carenze motivazionali e chiedere che la Corte territoriale compia le verifiche richieste dalle Sezioni Unite; b) verificare e documentare la mancata presentazione della querela quando la procedibilità è stata alterata da riforme legislative; c) chiedere la disapplicazione dell'aggravante se non vi sono elementi concreti del suo funzionamento.

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