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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16277/2025 del 17/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia non riguarda il merito tributario, ma un ricorso per correzione di errore materiale avverso l'ordinanza della Corte di cassazione n. 907/2025. L'Agenzia delle Entrate ha chiesto di correggere il dispositivo della precedente ordinanza, perché, pur avendo la controricorrente formulato rituale domanda di distrazione delle spese in favore del proprio difensore antistatario ai sensi dell'art. 93, quarto comma, c.p.c., nel dispositivo era stata indicata soltanto la condanna dell'Agenzia al pagamento delle spese di legittimità in favore della controricorrente, senza la distrazione a favore del difensore. Il ricorso per correzione evidenziava quindi una svista materiale risultante ictu oculi dagli atti. La Corte ha esaminato la richiesta e ha ritenuto che l'omissione della distrazione fosse un mero errore materiale, da correggere inserendo nel dispositivo la formula con distrazione in favore dell'avvocato antistatario. Non sono state liquidate le spese del procedimento di correzione, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite sulla natura sostanzialmente amministrativa del procedimento e sull'assenza di soccombenza ex art. 91 c.p.c.

La decisione

La Corte ha disposto la correzione dell'ordinanza n. 907/2025, precisando che il dispositivo deve essere letto nel senso che, oltre alla condanna dell'Agenzia delle Entrate alle spese di lite in favore della controricorrente, vi sia anche la distrazione di quelle somme in favore dell'Avv. Alessandra Stasi, quale antistatario. Ha inoltre escluso la liquidazione delle spese del procedimento di correzione, in applicazione del principio secondo cui in tale procedimento non vi è soccombenza. La correzione è stata quindi accolta, ma limitatamente alla rettifica del dispositivo; nessuna statuizione sulle spese del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 93, quarto comma, c.p.c.

    La mancata indicazione della distrazione nel dispositivo, a fronte di rituale domanda e di qualifica del difensore come antistatario, integra un errore materiale correggibile.

  • art. 287 c.p.c.

    Il procedimento di correzione degli errori materiali è lo strumento per rettificare omissioni o inesattezze meramente formali del provvedimento.

  • art. 288 c.p.c.

    La correzione può riguardare il contenuto del dispositivo quando l'errore emerga dagli atti e dalla stessa motivazione o struttura della decisione.

  • art. 391-bis c.p.c.

    Il procedimento di correzione degli errori materiali si applica anche ai provvedimenti di legittimità.

  • art. 91 c.p.c.

    Nel procedimento di correzione degli errori materiali non è configurabile soccombenza e quindi non possono essere liquidate le spese processuali.

Massime di principio

  • Nel procedimento di correzione degli errori materiali è emendabile l'omissione della distrazione delle spese in favore del difensore antistatario quando la relativa richiesta risulti ritualmente formulata e l'errore emerga immediatamente dagli atti.
  • La correzione degli errori materiali può intervenire sul dispositivo della decisione di legittimità senza incidere sull'assetto sostanziale del giudizio definito, purché si tratti di mera svista formale.
  • Il procedimento di correzione degli errori materiali ha natura sostanzialmente amministrativa; pertanto non vi è soccombenza e non possono essere liquidate le spese del subprocedimento, anche se la parte intimata si oppone alla rettifica.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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