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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34747/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Perpignano, amministratore unico della societa Villa Bordone s.r.l., era stato ritenuto responsabile del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione per avere distratto dalle casse della societa somme per complessivi euro 37.470,03 (euro 15.297,57 dal conto cassa alla data del fallimento, euro 9.000 e euro 13.172,46 annotate come crediti a suo favore). Con ricorso per cassazione contestava: (1) travisamento della documentazione prodotta dalla difesa e la qualifica errata del fatto, sostenendo che i crediti vantati fossero certi ed esigibili e pertanto la fattispecie dovesse essere qualificata come bancarotta preferenziale; (2) insufficienza della prova del dolo e del nesso causale fra le sottrazioni e la decozione della societa, nonche mancata adeguata valutazione delle censure di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha confermato la ricostruzione dei fatti della Corte di Appello che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado riducendo le pene accessorie ai sensi dell'art. 216 u.c. ad anni tre e confermando il resto della condanna per bancarotta fraudolenta. La Cassazione ha ritenuto che i prelevamenti non fossero giustificati da documentazione idonea a dimostrare crediti liquidi ed esigibili e che, anche qualora si trattasse di compensi deliberati, tali delibere erano generiche e non determinavano il quantum, rendendo i crediti illiquidi. Ha inoltre affermato che il dolo generico richiesto dal reato e la riconducibilita della condotta alla bancarotta fraudolenta risultano integrati, atteso il dissesto della societa nel periodo dei prelevamenti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 216 u.c.

    La Corte territoriale aveva ridotto le pene accessorie ai sensi di questa disposizione; nella motiva si richiama il suo utilizzo per la modulazione delle pene accessorie in materia fallimentare

  • comma 8 art. 23 D.L. n. 137/2020 e art. 16 D.L. 30/12/2021 n. 228 (convertito L. 25/02/2022 n.15)

    Prevedono modalita di deposito e presa in considerazione delle richieste scritte del Procuratore Generale in sede di Cassazione; il Procuratore ha concluso per l'inammissibilita del ricorso secondo tali disposizioni

  • Cass. Sez. 6, n. 17616 del 27/03/2008 (Rv. 240069)

    Principio secondo cui l'amministratore che si appropria di somme anche per compensare propri crediti risponde di bancarotta fraudolenta per distrazione e non di semplice bancarotta preferenziale

  • Cass. Sez. 5, n. 25292 del 30/05/2012 (Rv. 253001)

    Ribadisce che la qualita di amministratore non puo essere scissa da quella di creditore e che l'obbligo di fedelta e tutela degli interessi sociali esclude l'automatica legittimita di ripagarsi con le casse sociali

  • Cass. Sez. U. Civ. n. 1545 del 2017 (Rv. 642004-03)

    Richiamata per sottolineare il concetto di immedesimazione organica tra amministratore e societa e la non automatica assimilazione a rapporti di lavoro che giustificherebbero un credito

  • Cass. Sez. 5, n. 14010 del 12/02/2020 (Rv. 279103)

    Indica la necessita di accertare concretamente l'esistenza di un rapporto distinto che giustifichi un credito dell'amministratore verso la societa

  • Cass. S.U. n. 22474 del 31/03/2016 (Rv. 266805)

    Stabilisce che l'elemento soggettivo della bancarotta fraudolenta per distrazione e il dolo generico; non e richiesta la consapevolezza dello stato di insolvenza né lo scopo di recare danno ai creditori

  • Cass. Sez. 5, n. 38396 del 23/06/2017 (Rv. 270763)

    Richiama l'importanza degli indici di fraudolenza nella valutazione del dolo generico, esaminando condotta e situazione patrimoniale e finanziaria dell'azienda

  • Cass. Sez. 5, n. 45230 del 16/09/2021 (Rv. 282284)

    Precisa che l'epoca del depauperamento assume rilievo per la sussistenza del dolo solo quando la qualificazione giuridica della condotta non sia univoca; nel caso di sottrazione deliberata il timing non esclude la configurazione del dolo

Massime di principio

  • La sottrazione di somme dalle casse sociali da parte dell'amministratore, se non supportata da documentazione precisa che dimostri crediti liquidi ed esigibili (quantum determinato), integra il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione e non si risolve automaticamente in bancarotta preferenziale
  • La mera esistenza di delibere assembleari generiche che menzionino compensi non e sufficiente a rendere liquido e determinato il credito dell'amministratore; occorre che il credito sia determinato nel quantum per poter giustificare prelievi
  • Per la bancarotta fraudolenta per distrazione e sufficiente il dolo generico: la consapevole volonta di destinare il patrimonio sociale a fini diversi dalla garanzia delle obbligazioni sociali, senza che sia necessaria la consapevolezza dello stato di insolvenza o lo scopo di danneggiare i creditori
  • Gli indici di fraudolenza (tempistica dei prelevamenti, situazione patrimoniale e finanziaria della societa, modalita dei prelievi) sono elementi chiave per valutare il dolo; prelievi effettuati in periodo di evidente dissesto societario rafforzano la configurazione del reato
  • La qualita organica dell'amministratore verso la societa rende piu gravose le obbligazioni di fedelta e tutela degli interessi sociali, impedendo che la posizione di creditore personale giustifichi automaticamente appropriazioni da parte delle casse sociali

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