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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3354/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 28/04/2021 del Tribunale di Lecce che aveva respinto la richiesta di riesame del sequestro preventivo disposto dal GIP (18/03/2021) finalizzato alla confisca ex art. 240-bis c.p. Il sequestro riguardava, tra l'altro, beni mobili e immobili di Cicala fino a €30.000 (capo 10) e quote sociali/capitale e complessi aziendali riconducibili a Primus SCARL e ad attività ristorative (capi 14 e 15). Il ricorrente contestava: 1) la mancanza di prova del ruolo di "dominus" nella cooperativa Primus (capo 14) e l'erronea qualificazione della situazione come intestazione fittizia, posto che Cicala risultava socio; 2) la mancata considerazione integrale delle conversazioni/intercettazioni e delle chat che dimostrerebbero la reale posizione degli altri soci; 3) la carenza di motivazione e il mancato confronto con la consulenza contabile della difesa sul rapporto tra patrimonio e redditi leciti (sproporzione) e sull'imputazione di autoriciclaggio (capo 15).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere manifestamente infondato e generico. Ha ritenuto che il motivo unico non avesse specificato prove o censure di motivazione idonee a travolgere le valutazioni del giudice del merito. Sul punto dell'intestazione fittizia (capo 14) la Corte ha richiamato la giurisprudenza che interpreta in senso ampio l'elemento oggettivo della fattispecie e include anche attribuzioni parziali di quote quando il "dominus" rimane diverso dal titolare apparente. Sul dolo specifico (finalità di eludere misure patrimoniali) ha ritenuto che la difesa non si sia confrontata con la motivazione specifica del Tribunale. Quanto alla sproporzione beni/redditi (presupposto per la confisca ex art. 240-bis), la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente valutato e confutato la consulenza della difesa, facendo leva sugli accertamenti della Guardia di Finanza e sulla mancanza di prove di aiuti economici esterni. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in base all'art. 616 c.p.p., al versamento di €3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    art. 240-bis, comma secondo, cod. pen.

    Base normativa del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione tra beni e redditi; la Corte ha ritenuto sussistente il presupposto della sproporzione sulla base degli accertamenti e dei dati finanziari esaminati dal giudice del merito

  • art. 416-bis cod. pen.

    non riportata oltre l'indicazione generica

    Delitto di associazione a delinquere di tipo mafioso contestato in capo 1 come fatto aggravante; utilizzato nel quadro fattuale per qualificare l'aggravazione di talune condotte

  • art. 512-bis cod. pen.

    non riportata oltre l'indicazione generica

    Norma relativa a reati nel settore dei prodotti petroliferi la cui provenienza illecita di denaro è stata evocata come aggravante e elemento contestuale alla qualificazione delle risorse impiegate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'inammissibilità del ricorso per cassazione e la conseguente condanna alle spese; applicata per dichiarare inammissibile il ricorso e disporre la condanna al pagamento delle spese e della somma alla Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 15781 del 26/03/2015 (Arrichiello, Rv. 263531)

    citata nel testo della sentenza

    Giurisprudenza citata dalla Corte per affermare che l'elemento oggettivo dell'intestazione fittizia va interpretato ampiamente e può ricomprendere atti che rendono fittizia la titolarità apparente rispetto al dominus effettivo

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 23335 del 28/01/2021 (Alecci, Rv. 281589)

    citata nel testo della sentenza

    Precedente che stabilisce che la fattispecie di intestazione fittizia è integrata anche quando il dominus attribuisce a terzi solo parte delle quote societarie, rimanendo in concreto il titolare effettivo

Massime di principio

  • L'intestazione fittizia va interpretata in senso sostanziale: la formale partecipazione societaria non esclude la confisca se emerge che il "dominus" controlla o ha concorso all'intestazione a terzi
  • Per contestare con successo misure patrimoniali è necessario, in sede di riesame e in cassazione, mettere in evidenza specifiche omissioni o errori motivazionali del giudice del merito; argomentazioni generiche vengono ritenute inammissibili
  • Il dolo specifico (finalità di eludere misure patrimoniali) si valuta sulla base di elementi concreti (intercettazioni, comportamenti, modalità di gestione societaria): la mera espressione di timore non è di per sé dirimente se inserita in un contesto probatorio coerente
  • Nel giudizio sulla sproporzione tra beni e redditi la difesa deve fornire prove documentali dettagliate (movimenti bancari, attestazioni di sostegno economico, conti economici certificati) e non deduzioni vaghe o presunzioni di aiuti familiari
  • Le acquisizioni da accertamenti della Guardia di Finanza e le captazioni/intercettazioni hanno forte rilievo; per contrastarle occorre una ricostruzione probatoria precisa e la contestazione puntuale delle singole valutazioni tecniche
  • In cassazione è fondamentale formulare motivi specifici e ben articolati, indicando quali passaggi motivazionali del giudice del merito si ritengono errati e perché; l'assenza di tale specificità porta quasi sempre al rigetto e a condanne per spese

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