Sentenza del 20/05/2019 n. 1591 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia
PROCESSO - Nuove domande, nuove eccezioni ed eccezioni in senso proprio - Nozione e criteri.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha impugnato la sentenza della C.T.P. di Bari che aveva annullato l’avviso di accertamento relativo all’IMU/I.C.I. per l’anno 2009, emesso per insufficiente versamento su 203 unità immobiliari e 29 particelle di terreno. La controversia riguardava il corretto classamento catastale degli immobili: la società sosteneva l’applicabilità della categoria C/1, con rendite inferiori, mentre il Comune riteneva corretta la categoria D/8, propria dei fabbricati costruiti o adattati per speciali esigenze commerciali. Il Comune ha inoltre dedotto l’erroneità e l’insufficienza della motivazione della sentenza di primo grado e ha invocato il giudicato esterno e riflesso derivante da precedenti decisioni favorevoli alla categoria D/8. La CTR ha ritenuto ammissibili tali deduzioni in appello, qualificando il giudicato esterno e le argomentazioni dirette a contestare la fondatezza della decisione come questioni rilevabili d’ufficio o mere difese, non soggette al divieto di nuove eccezioni previsto dall’art. 57 del D.Lgs. 546/1992.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l’appello del Comune di Molfetta e ha riformato integralmente la sentenza di primo grado. Ha ritenuto corretta la classificazione catastale D/8, considerando il complesso un outlet o una cittadella commerciale dotata di infrastrutture, spazi e servizi comuni, realizzata in un’area non residenziale e destinata unitariamente ad attività commerciali. La presenza di attività accessorie, come sportelli bancari, asili, spazi espositivi o impianti sportivi, non è stata ritenuta idonea a escludere la prevalente destinazione commerciale. Di conseguenza, l’avviso di accertamento è stato dichiarato legittimo. Le spese di giudizio sono state compensate, anche in ragione della mancata costituzione del Comune nel primo grado.
Norme richiamate
Art. 57 del D.Lgs. 546/1992
Vieta la proposizione in appello di nuove domande ed eccezioni non rilevabili d’ufficio.
Il divieto di ius novorum riguarda le domande nuove e le eccezioni in senso proprio che ampliano il thema decidendum. Non impedisce invece di proporre in appello mere difese, interpretazioni normative, argomentazioni volte a contestare la sentenza di primo grado o questioni rilevabili d’ufficio, come il giudicato esterno.
Art. 2909 c.c.
La sentenza passata in giudicato fa stato tra le parti, i loro eredi o aventi causa.
La decisione richiama l’efficacia del giudicato esterno e riflesso rispetto a questioni fondamentali comuni a controversie collegate. Il giudice tributario deve esaminare il giudicato esterno quando emerga da atti producibili nel giudizio di merito, anche se la relativa questione non è stata prospettata nel primo grado.
D.P.R. n. 138/1998
Categoria D/8: fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni.
La categoria D/8 è stata ritenuta applicabile agli immobili dell’outlet perché inseriti in un complesso unitario progettato e organizzato per una specifica funzione commerciale, con spazi e infrastrutture comuni e con possibilità di destinazione diversa solo mediante trasformazioni rilevanti.
D.L. n. 262/2006, art. 2, comma 40
Richiamato in relazione agli immobili commerciali e agli outlet.
La norma e i provvedimenti collegati sono stati utilizzati come riferimento per ricondurre alla categoria D/8 gli insiemi di unità commerciali, inclusi gli outlet, caratterizzati da organizzazione unitaria e flessibilità planimetrica o volumetrica.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 13916/2006
In materia tributaria il giudicato esterno opera quando la sentenza definitiva riguarda il medesimo rapporto giuridico e risolve questioni di fatto o di diritto fondamentali e comuni, anche con riferimento a periodi d’imposta diversi.
Il giudicato formatosi su una questione fondamentale del rapporto tributario può assumere rilevanza anche in controversie successive relative ad altri periodi d’imposta, purché vi sia identità sostanziale della questione decisiva.
Circolare n. 4 del 16 maggio 2006 dell’Agenzia del Territorio
Richiamata per la classificazione dei centri commerciali nella categoria D/8.
I centri commerciali, intesi come complessi organizzati con più esercizi, infrastrutture comuni e servizi gestiti unitariamente, sono normalmente classificabili nella categoria D/8.
Circolare n. 4 del 13 aprile 2007 dell’ex Agenzia del Territorio
Richiamata con riferimento agli outlet e ai centri commerciali.
Gli outlet e i complessi commerciali organizzati unitariamente possono rientrare nella categoria D/8 quando la struttura e le sue caratteristiche evidenziano una destinazione commerciale speciale.
Massime di principio
- In appello sono vietate le domande nuove e le eccezioni in senso proprio che modificano l’oggetto della controversia; sono invece ammesse nuove argomentazioni difensive e questioni giuridiche dirette a dimostrare l’erroneità della sentenza impugnata.
- Il giudicato esterno può essere rilevato d’ufficio dal giudice tributario e può essere considerato anche se dedotto per la prima volta in appello, purché risulti da documenti ritualmente acquisibili nel giudizio di merito.
- Per distinguere la categoria catastale C/1 dalla D/8 non è sufficiente considerare la singola unità immobiliare o l’attività concretamente esercitata: occorre valutare la struttura complessiva, la destinazione urbanistica, l’organizzazione unitaria, gli spazi comuni e la possibilità di destinazione alternativa senza radicali trasformazioni.
- Un outlet o una cittadella commerciale può essere classificato D/8 anche quando alcune unità ospitano servizi accessori o attività non strettamente coincidenti con la vendita, se tali attività rafforzano o supportano la funzione commerciale prevalente del complesso.
- La motivazione per relationem è valida solo se consente di comprendere il percorso logico e giuridico seguito dal giudice; il semplice richiamo a una precedente sentenza non definitiva, senza valutarne contenuto, stabilità ed eventuali decisioni successive, può determinare insufficienza motivazionale.
- La qualificazione catastale deve essere verificata alla luce delle caratteristiche oggettive e durevoli dell’immobile e non soltanto della sua utilizzazione contingente o delle attività temporaneamente presenti.
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