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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37403/2023 del 13/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello per tre motivi principali: 1) violazione delle norme processuali (artt. 601 e 179 c.p.p.) per presunta mancata notificazione del decreto di citazione in appello e quindi difetto di vocatio in ius; 2) presunta incoerenza tra la parte motiva e il dispositivo della sentenza d'appello, dovuta all'indicazione nel dispositivo di un diverso articolo di legge (art. 216 I. fall.) rispetto alla ricostruzione fatta in motivazione (art. 223, secondo comma, n.1 I. fall.), con conseguente confusione tra bancarotta per distrazione e bancarotta documentale; 3) vizi di motivazione e violazione di legge per non aver valutato i presupposti che, secondo la difesa, avrebbero potuto giustificare la liceità dei compensi erogati all'amministratore (e in generale il nesso causale tra le operazioni contestate e il dissesto), nonché omissione di accertamenti su eventuali delibere statutarie/assembleari e sulla natura del rimborso contestato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni: 1) primo motivo inammissibile per manifesta infondatezza poiché dagli atti risultava la notificazione del decreto (relata attestante consegna a mani proprie in data 3/2/2020); 2) secondo motivo inammissibile per manifesta infondatezza: l'apparente richiamo all'art. 216 nel dispositivo è stato ritenuto un mero refuso materiale e l'affermazione di responsabilità riguarda univocamente la bancarotta fraudolenta distrattiva contestata; 3) terzo motivo inammissibile per novità e mancanza di specificità, atteso che in sede di merito non era stato dibattuto il tema della legittimità dei compensi dell'amministratore ma solo la natura del rimborso del finanziamento. Conseguenze pratiche: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.). In sostanza, il ricorso è stato respinto e la decisione d'appello è stata confermata nei punti rilevanti.

Norme richiamate

  • art. 601 cod. proc. pen.

    Riguarda la vocatio in ius e le formalità di chiamata in giudizio in appello; la Corte ha verificato la regolarità della notifica mediante la relata e ha ritenuto il motivo infondato

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Norma sulla regolarità della notificazione degli atti processuali; la Corte ha accertato che la notificazione risultava effettuata e quindi non ha ravvisato vizio procedurale

  • art. 223, secondo comma, n.1, I. fall. (Legge fallimentare)

    Riferito alla bancarotta per distrazione; la motivazione della Corte territoriale aveva ricostruito la fattispecie come distrattiva in relazione alla restituzione di 270.000 euro tramite estinzione di un debito di terzi

  • art. 216, primo comma, n.2, I. fall. (Legge fallimentare)

    Norma richiamata per errore materiale nel dispositivo (collegata alla bancarotta documentale nella normativa), ma la Cassazione ha ritenuto che il riferimento nel dispositivo fosse un refuso e che la condanna residua riguardasse la bancarotta fraudolenta distrattiva

  • Sez. 5, n. 34505 del 06/06/2014, Marchesi, Rv. 264277 (giurisprudenza di legittimità)

    Principio utilizzato in sentenza per qualificare la natura dell'operazione contestata (la restituzione di 270.000 euro come rimborso/estinzione di un debito di terzi in epoca di dissesto), utile a ricostruire il fatto di bancarotta distrattiva

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n.137 conv. con l. 18/12/2020, n.176

    Norma citata come base alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; disciplina procedure transitorie relative a termini e modalità processuali

  • Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001, Policastro, Rv. 220092

    Precedente che giustifica l'esame degli atti da parte della Cassazione per questioni di natura processuale (verifica della regolarità notificatoria), richiamato per motivare l'accertamento sulla notifica

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di dichiarazione di inammissibilità; la Corte ha applicato tale norma e ha stabilito anche il versamento a favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La presunta nullità della vocatio in ius per mancata notificazione va provata con elementi documentali: la Corte di legittimità verifica gli atti (relata di notifica) e respinge il motivo se la notifica risulta effettuata
  • Gli errori materiali o refusi nel dispositivo devono essere valutati alla luce della motivazione: se la parte motiva chiarisce inequivocabilmente la fattispecie contestata, l'errore formale nel dispositivo non determina automaticamente la riforma
  • Questioni nuove o non specificamente dedotte nel giudizio di merito (novità) non sono ammissibili in Cassazione: la Corte richiede che i profili siano stati adeguatamente discussi nei gradi precedenti
  • Nelle ipotesi di presunta distrazione tramite operazioni con terzi (es. estinzione di debiti tramite terzi), è cruciale accertare la natura dell'operazione (rimborso/compenso legittimo o distrazione) e il nesso eziologico col dissesto; la prova e il contraddittorio su questi punti devono emergere già nel merito
  • La Corte tende a ricondurre questioni formali alla sostanza della decisione: se la sostanza indica chiaramente il reato contestato, le correzioni formali possono essere considerate meri refusi correggibili

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