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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22906/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il G.i.p. di Ancona ha sollevato una questione di competenza territoriale relativa a un processo per emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione ai fini IVA e autoriciclaggio, chiedendo alla Corte di Cassazione di determinare se, per effetto della connessione con reati di riciclaggio e ricettazione pendenti in altre sedi (Verona, Vicenza) e del reato di autoriciclaggio contestato nel procedimento, debbano applicarsi le norme speciali sui reati tributari (art. 18 d.lgs. n. 74/2000) o le norme generali di connessione (art. 16 cod. proc. pen.), con conseguente possibile attribuzione della competenza a sedi diverse (Milano o Monza) rispetto ad Ancona

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale. Ha ritenuto la rimessione "inammissibilmente esplorativa", perché il G.i.p. non ha analizzato compiutamente le deduzioni delle parti, non ha tentato di risolvere la questione con gli ordinari strumenti processuali né ha motivato la "selezione" delle questioni sottoposte (omettendo di confrontarsi adeguatamente con precedenti decisioni della Corte che avevano già confermato la competenza di Ancona). La Corte ha inoltre osservato che non risulta dimostrata la novità della questione rispetto a pronunce già rese in sede cautelare. Per tali ragioni la rimessione è respinta e gli atti sono restituiti al G.i.p. del Tribunale di Ancona per il prosieguo del procedimento

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Regola la rimessione pregiudiziale alla Corte di Cassazione della questione di competenza per territorio; la Corte interpreta la norma nel senso che la rimessione è inammissibile se ha carattere meramente esplorativo: il giudice remittente deve prima analizzare le deduzioni delle parti, tentare di ricomporle e motivare perché non è possibile decidere con gli strumenti ordinari

  • art. 18 d.lgs. n. 74/2000

    Norma speciale che individua la competenza nei reati tributari; il G.i.p. l'aveva applicata per ritenere competente il Tribunale di Ancona (reati accertati in Senigallia). La questione è il rapporto tra questa norma speciale e i criteri di connessione generali (art. 16 c.p.p.) quando ricorrono reati non tributari connessi

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Criterio generale di attribuzione della competenza per connessione: prevale la competenza del giudice del luogo dove è stato commesso il reato più grave, o, se questo non è individuabile, del successivamente più grave, con criteri suppletivi (art. 9). La Corte osserva che, ove si aderisse a questa impostazione, la competenza potrebbe ricadere su sedi diverse (es. Milano o Monza) in relazione all'autoriciclaggio/riciclaggio

  • art. 12 lett. c) cod. proc. pen.

    Riferimento normativo alla connessione tra reati richiamata nel provvedimento; la connessione è principio che può incidere sulla determinazione della competenza territoriale

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Criteri suppletivi per l'attribuzione della competenza quando non sia possibile individuare il luogo di commissione dei reati; menzionato come criterio residuale qualora non sia determinabile il locus commissi delicti

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai precedenti ricorsi in sede cautelare; la Corte osserva che su tali incidenti cautelari si era già pronunciata la Cassazione confermando la competenza di Ancona

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Norma penale riguardante l'autoriciclaggio (citata nella ordinanza remittente come reato la cui consumazione potrebbe individuare competenza in Milano o Monza a seconda dei bonifici o del luogo di rinvenimento del denaro)

  • art. 648-quater cod. pen.

    Norma penale relativa al riciclaggio; il G.i.p. considerava l'incidenza di tale reato sul criterio di determinazione della competenza per connessione

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Richiamata nelle vicende processuali pregresse (indagine e valutazioni difensive) come riferimento alla posizione giuridica dell'imputata e agli elementi istruttori impiegati nella determinazione della competenza in fase cautelare

Massime di principio

  • La rimessione ex art. 24-bis c.p.p. è ammissibile solo se il giudice remittente ha previamente analizzato compiutamente le deduzioni delle parti, ha tentato di risolvere la questione con gli ordinari strumenti e spiega perché non può decidere autonomamente; rimessioni "esplorative" sono inammissibili
  • Se in fase cautelare la Corte di Cassazione si è già pronunciata sulla competenza territoriale, il giudice di merito che intenda discostarsene deve indicare motivi oggettivi e sopravvenienze istruttorie che giustifichino il diverso approdo e confrontarsi con le pronunce precedenti
  • Nel conflitto tra norme speciali sui reati tributari (es. art. 18 d.lgs. 74/2000) e le regole generali di connessione (art. 16 c.p.p.), occorre valutare caso per caso: i criteri speciali prevalgono se la fattispecie rientra nella previsione normativa specifica e non è assorbita dalla connessione con reati non tributari; se invece rileva la connessione, può applicarsi l'art. 16 c.p.p., con determinazione della competenza secondo il luogo del reato più grave
  • Quando si allega la prevalenza della connessione per spostare la competenza, è necessario documentare chiaramente il nesso di connessione e, se rilevante, il locus commissi delicti dei reati non tributari (es. bonifici, luogo di rinvenimento del profitto) per consentire al giudice di decidere senza rimessione
  • Se il luogo del reato più grave non è individuabile, vanno applicati i criteri suppletivi (art. 9 c.p.p.) previsti dal codice; la cui applicazione deve essere motivata nel provvedimento che decida sulla competenza

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