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Sentenza

Sentenza n. 158/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento - del provvedimento Prot. 22/04/2024.0231186.U. Direzione Specialistica Autorizzazioni e Concessioni - SUAP Area Pubblicità e Occupazione Suolo del Comune di Milano avente ad oggetto: “Istanza di subentro occupazione suolo pubblico PG n. 165327/2024 del 21/03/2024 Via Spallanzani, 18 nella concessione PG 266649/2020 del 24/07/2020 diffida alla rimozione degli elementi posizionati abusivamente su suolo pubblico e ripristino della conformita'''' dell''''occupazione”; - di tutti gli atti ad esso presupposti, connessi e conseguenziali; con riserva di separata azione ex art. 30, c. 5, CPA.

Giustizia amministrativa202401121

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione. Il Comune ha preso atto della dichiarazione senza formulare richieste sulle spese; pertanto, le spese di giudizio sono state compensate. La sentenza non esamina nel merito la legittimità del provvedimento comunale né i motivi di ricorso.

TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale che, a fronte di un’istanza di subentro in una concessione di occupazione di suolo pubblico, ha diffidato alla rimozione degli elementi abusivamente collocati e ordinato il ripristino dello stato dei luoghi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale con cui era stata disposta la rimozione degli elementi posizionati abusivamente su suolo pubblico e il ripristino della conformità dell’occupazione, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenziali. Dal testo non risultano specificamente indicati i singoli motivi di illegittimità dedotti. La domanda cautelare è stata respinta con ordinanza n. 636 del 21 giugno 2024. Successivamente, con memoria del 27 novembre 2025, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel procedimento decisorio; il testo non esplicita una distinta interpretazione della disposizione.

  • art. 30, comma 5, c.p.a.

    Richiamato nella riserva della ricorrente di proporre separata azione risarcitoria; tale azione non è stata esaminata nella sentenza.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione e non emergono contestazioni delle altre parti, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame del merito dell’impugnazione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio sulla domanda di annullamento, ma non preclude la proposizione di una separata azione risarcitoria, ove ne ricorrano i presupposti, se tale facoltà è espressamente riservata dalla parte.
  • In assenza di opposizione della parte resistente alla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, le spese di giudizio possono essere compensate.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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