Sentenza n. 1/2026 - Aosta, Sezione 1
per l'annullamento “A) per quanto riguarda il ricorso introduttivo del giudizio: del provvedimento del Responsabile dell'Ufficio Tecnico comunale 25 febbraio 2025 prot. n. UT/2271, ricevuto il 25 febbraio 2025, avente ad oggetto “diniego all'accoglimento della domanda di approvazione del PUD di iniziativa privata” presentata in data 10/11 giugno 2024. B) per quanto riguarda il ricorso per motivi aggiunti depositato in data 14 luglio 2025: del provvedimento del Responsabile dell'Ufficio Tecnico comunale 25 febbraio 2025 prot. n. UT/2271, ricevuto il 25 febbraio 2025, avente ad oggetto “diniego all'accoglimento della domanda di approvazione del PUD di iniziativa privata” presentata in data 10/11 giugno 2024”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di approvazione di un piano urbanistico di dettaglio di iniziativa privata
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente aveva presentato al Comune una proposta di PUD relativa alla realizzazione, in zona urbanistica B, di un edificio commerciale con locali interrati destinati a magazzino, celle frigorifere, servizi e spogliatoi. Dopo la comunicazione dei motivi ostativi e la presentazione di osservazioni e integrazioni documentali, il Comune ha dichiarato inammissibile il PUD fondando il diniego su due autonome ragioni: la necessità di computare nella superficie utile agibile (SUA) le superfici accessorie interrate e il mancato rispetto della larghezza minima della rampa a doppio senso di marcia prevista dal regolamento edilizio. Con il ricorso introduttivo la società ha dedotto, in relazione al primo profilo, violazione della disciplina regionale e comunale sulla SUA, difetto di istruttoria e di motivazione, sostenendo che la locuzione "superficie emergente" contenuta nelle NTA dovesse riferirsi alle sole superfici emergenti dal suolo e quindi escludere i locali interrati. Ha inoltre lamentato l'omessa valutazione delle osservazioni presentate dopo il preavviso di rigetto e l'insufficiente motivazione sull'interpretazione della disciplina urbanistica. Quanto al secondo profilo, ha sostenuto che la prescrizione sulla rampa larga 4,50 metri non fosse applicabile a un parcheggio di sette posti auto e che il Comune avesse anticipato alla fase urbanistica valutazioni proprie della successiva fase edilizia, deducendo anche travisamento, difetto di presupposto, sviamento, violazione del principio di non aggravamento, illogicità e contraddittorietà. Con motivi aggiunti, dopo avere ottenuto l'accesso agli atti, la società ha dedotto che il Comune aveva acquisito un parere legale favorevole alla propria interpretazione della nozione di superficie emergente, senza menzionarlo né motivare le ragioni del suo eventuale dissenso.
La decisione
Il TAR ha respinto sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti. Ha ritenuto infondato il motivo relativo all'omessa valutazione delle osservazioni procedimentali, affermando che l'amministrazione non è tenuta a confutare analiticamente ogni allegazione del privato, essendo sufficiente una motivazione complessiva e logicamente idonea a giustificare la decisione. L'onere di valutazione è più penetrante per gli elementi fattuali e attenuato quando le osservazioni contengono soltanto valutazioni giuridiche. Il Collegio ha ritenuto rispettato anche l'obbligo sostanziale di motivazione, poiché il provvedimento consentiva di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dall'amministrazione e di approntare la tutela giurisdizionale. Ha poi ritenuto legittimo il primo motivo ostativo: dalla disciplina regionale richiamata dalle NTA e dal regolamento edilizio deriva che la superficie lorda comprende le superfici di tutti i piani, entro e fuori terra, mentre nella SUA devono essere computati anche i locali accessori non funzionalmente connessi alle singole unità immobiliari. Per esigenza di coerenza sistematica, tale computo riguarda anche i locali interrati. La locuzione "superficie emergente" contenuta nelle NTA non è stata interpretata come "superficie emergente dal suolo", bensì come sinonimo di superficie "risultante" o "derivante" secondo il regolamento edilizio; inoltre, il concetto di emergenza dal suolo è normalmente riferito alla cubatura e non alla superficie, e non risultava prevista una definizione normativa di superficie emergente e non emergente. Quanto al parere acquisito dal Comune, il TAR ha distinto il parere pro veritate reso da un professionista da quello di un organo consultivo istituzionalmente competente: il primo costituisce un mero apporto conoscitivo, non vincolante, che l'amministrazione non era tenuta né a richiamare né a confutare espressamente. Il terzo motivo, relativo alla rampa, è stato assorbito, poiché il diniego era fondato su motivazioni plurime autonome e la legittimità di una sola di esse è sufficiente a sorreggere l'atto. Le spese sono state integralmente compensate per la natura interpretativa delle questioni.
Norme richiamate
artt. 6 e 16 l.r. Valle d'Aosta 6 agosto 2007, n. 19
La disciplina è stata invocata in relazione alla valutazione delle osservazioni procedimentali e all'obbligo di motivazione; il giudice ha ritenuto sufficiente una motivazione complessiva e logicamente idonea, senza necessità di confutazione analitica di ogni allegazione.
art. 49, comma 3, l.r. Valle d'Aosta n. 11/1998
È stato richiamato quale fondamento della dichiarazione di inammissibilità del PUD.
capitolo 1, paragrafo f), punto 2, Allegato A alla D.C.R. 24 marzo 1999, n. 517/XI
la "Superficie lorda di un immobile" è definita "la somma delle superfici lorde di tutti i piani, entro e fuori terra, compreso il sottotetto utilizzabile"
La superficie lorda comprende i piani entro e fuori terra; tale definizione concorre a fondare il computo delle superfici accessorie interrate.
capitolo 1, paragrafo g), punto 2, Allegato A alla D.C.R. 24 marzo 1999, n. 517/XI
locali accessori qualora non funzionalmente connessi alle singole unità immobiliari
Le superfici accessorie, comprese quelle interrate, devono essere computate nella SUA quando ricadono nella previsione dei locali accessori non funzionalmente connessi alle singole unità immobiliari.
art. 46, comma 5, NTA del PRG di Pont Saint Martin
La Sur ammessa è quella emergente secondo le modalità indicate dal Regolamento edilizio
La locuzione "emergente" non identifica necessariamente la superficie emergente dal suolo, ma va intesa, nel contesto normativo, come superficie risultante o derivante secondo il regolamento edilizio.
art. 74 NTA del PRG di Pont Saint Martin
I parametri urbanistici indicati nelle presenti NTA corrispondono agli indici urbanistici definiti dalla Deliberazione 24 marzo 1999, n. 517/XI del Consiglio regionale, Allegato A
La disposizione opera il raccordo tra i parametri urbanistici comunali e le definizioni contenute nella disciplina regionale.
art. 20 Regolamento edilizio di Pont Saint Martin
Le definizioni delle superfici lorde e utili, nonché dei volumi e delle densità fondiarie sono quelle stabilite dalla normativa vigente
Il regolamento edilizio rinvia alle definizioni normative vigenti, individuate dal giudice nella D.C.R. n. 517/XI del 1999.
art. 24 Regolamento edilizio di Pont Saint Martin
È stato richiamato nel diniego per la larghezza minima della rampa a doppio senso; la relativa censura non è stata esaminata per l'autonoma sufficienza della prima ragione ostativa.
Massime di principio
- Il dovere dell'amministrazione di esaminare le osservazioni presentate nel procedimento non implica la confutazione analitica di ogni deduzione: è sufficiente una motivazione complessiva e logicamente idonea a rendere comprensibili le ragioni della decisione. L'onere motivazionale è più intenso per gli elementi fattuali e può essere attenuato quando le osservazioni contengono principalmente valutazioni giuridiche.
- Nel coordinamento tra definizioni urbanistiche, se la superficie lorda comprende le superfici di tutti i piani entro e fuori terra e la superficie utile comprende anche i locali accessori non funzionalmente connessi alle unità immobiliari, tali locali accessori devono essere computati anche quando sono interrati, salvo una specifica e chiara previsione normativa contraria.
- Una locuzione delle norme tecniche di attuazione che stabilisca che la superficie ammessa è quella "emergente" non può essere isolata dal contesto normativo: in assenza di una definizione di superficie emergente dal suolo, il termine può essere interpretato come "risultante" o "derivante" secondo i parametri del regolamento edilizio.
- Il parere pro veritate richiesto dall'amministrazione a un professionista esterno costituisce un apporto conoscitivo non vincolante e non è equiparabile al parere di un organo consultivo istituzionalmente competente; l'amministrazione non è quindi necessariamente tenuta a richiamarlo nel provvedimento o a motivare espressamente il dissenso dalle sue conclusioni.
- Quando un provvedimento è sorretto da più rationes decidendi autonome, logicamente indipendenti e non contraddittorie, la legittimità di una sola ragione è sufficiente a mantenerlo fermo; il giudice può pertanto respingere il ricorso esaminando una sola ratio e assorbendo le censure rivolte contro le altre.
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