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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10413/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che revocava la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità e ripristinava la pena originaria (2 mesi e 20 giorni di arresto e euro 890,00 di ammenda) perché il Comune di Portogruaro aveva comunicato l'indisponibilità a ricevere la prestazione e Zuccolo sarebbe rimasto 'inerte'. Il ricorrente ha dedotto che non poteva essere addebitata a lui l'attivazione di modalità esecutive alternative, essendo invece onere dell'autorità giudiziaria/pubblico ministero avviare la procedura esecutiva e individuare l'ente presso cui svolgere il lavoro di pubblica utilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al GIP del Tribunale di Pordenone per un nuovo giudizio, rilevando che il provvedimento impugnato ha illegittimamente addebitato al condannato l'iniziativa che, per legge e prassi consolidata, compete al pubblico ministero e al giudice dell'esecuzione. Il provvedimento del GIP è stato dunque annullato per violazione di legge e vizio di motivazione e per non avere verificato se il pubblico ministero avesse adottato le iniziative necessarie per l'esecuzione della sanzione sostitutiva.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 9-bis, Codice della Strada

    Norma contestuale al procedimento originale (guida in stato di ebbrezza/alterazione), richiamata nel ricorso ma non direttamente interpretata; contestualizza l'origine della sanzione sostitutiva per reati stradali.

  • art. 125 c.p.p.

    Richiamato tra le norme processuali pertinenti all'impugnazione e alla funzione giurisdizionale del GIP; la Corte non attribuisce al condannato oneri esecutivi che il codice non prevede.

  • art. 655 c.p.p.

    Norma processuale citata come riferimento nelle questioni esecutive e di responsabilità nell'attuazione delle misure, richiamata nel contesto delle attività del giudice dell'esecuzione.

  • art. 666 c.p.p.

    Norma relativa all'esecuzione delle pene e provvedimenti accessori; utilizzata a corollario delle considerazioni sulla competenza e sulle modalità esecutive.

  • D.Lgs. n. 274 del 2000, art. 54, comma 6

    Richiama la disciplina generale del lavoro di pubblica utilità come sanzione sostitutiva e il quadro normativo entro il quale deve collocarsi l'esecuzione della misura alternativa.

  • Decreto del Ministero della Giustizia 26 marzo 2001, art. 5 (Norme per la determinazione delle modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità)

    Interpretato dalla Corte nel senso che individua nel pubblico ministero l'organo incaricato di formulare al giudice le richieste di modifica delle modalità di esecuzione quando l'ente convenzionato non è disponibile; conferma che l'atto di impulso per l'esecuzione spetta al pubblico ministero e non al condannato.

Massime di principio

  • L'avvio e la gestione del procedimento esecutivo per il lavoro di pubblica utilità sono onere dell'autorità giudiziaria/pubblico ministero, non del condannato.
  • Il condannato non è obbligato a indicare l'ente o le modalità per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità né a supplire all'inerzia o all'indisponibilità delle pubbliche amministrazioni.
  • Prima di revocare una sanzione sostitutiva e ripristinare la pena originaria, il giudice dell'esecuzione deve verificare se il pubblico ministero abbia adottato le iniziative necessarie per trovare un ente convenzionato o proporre modifiche esecutive.
  • L'indisponibilità di un ente pubblico a ricevere il condannato non può automaticamente tradursi in una colpa imputabile al soggetto condannato, salvo che vi sia prova di un comportamento attivo e colpevole del condannato stesso.
  • La revoca della misura alternativa per inadempimento richiede il rispetto delle ipotesi di legge e una motivazione che evidenzi il concreto mancato adempimento imputabile al condannato, non la semplice inazione derivante da problemi organizzativi dell'amministrazione.
  • In casi analoghi è opportuno amministrare il procedimento chiedendo al pubblico ministero di attivarsi o di proporre soluzioni alternative prima di adottare provvedimenti revocatori.

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