Sentenza n. 288/2026 - Bari, Sezione 3
per l'ottemperanza della sentenza TAR-Bari, Sezione Terza, n. 126 del 29.01.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Puglia - Bari, Sezione III, n. 126 del 29 gennaio 2025, della cui ottemperanza era stata chiesta l'esecuzione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del TAR Puglia - Bari, Sezione III, n. 126 del 29 gennaio 2025, nei confronti del Comune di Vieste. Nel corso del giudizio, il difensore del ricorrente ha dichiarato, con atto dell'11 febbraio 2026, il sopravvenuto difetto di interesse all'ottemperanza. Non risultavano tuttavia depositati documenti idonei a dimostrare il raggiungimento del bene della vita mediante l'attività amministrativa, anche in considerazione della mancata costituzione dell'amministrazione resistente.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione sulla domanda di ottemperanza, ritenendo non dimostrata la cessazione della materia del contendere. In particolare, la dichiarazione del difensore è stata ritenuta sufficiente a evidenziare il venir meno dell'interesse all'ottemperanza, ma non consentiva di affermare che il bene della vita fosse stato conseguito in via amministrativa, poiché mancavano documenti depositati e l'amministrazione non si era costituita. Il giudizio è stato quindi definito con declaratoria di sopravvenuto difetto di interesse, senza accertamento della cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La domanda di ottemperanza è stata proposta ai sensi della disposizione, ma il giudizio è stato definito per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame dell'avvenuta esecuzione del giudicato.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la dichiarazione del ricorrente di sopravvenuto difetto di interesse consente di definire il giudizio per improcedibilità, ma non comporta di per sé la declaratoria di cessazione della materia del contendere se non è documentato il conseguimento del bene della vita attraverso l'attività amministrativa.
- La cessazione della materia del contendere nel giudizio di ottemperanza richiede la dimostrazione dell'effettivo soddisfacimento della pretesa sostanziale mediante l'azione amministrativa; in mancanza di tale prova, il giudice deve limitarsi a dichiarare il sopravvenuto difetto di interesse.
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