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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2139/2024 del 17/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva disposto la custodia cautelare in carcere per reati collegati all'indebito utilizzo di carte di credito di terzi e alla falsificazione di una carta d'identità valida per l'espatrio. I motivi di ricorso contestavano la sussistenza del pericolo di recidiva e la scelta della misura, evidenziando la sostanziale incensuratezza, l'attività lavorativa stabile e la cessazione di condotte penalmente rilevanti dopo luglio 2021, nonché la presunta inadeguatezza della motivazione in relazione all'attualità del pericolo di reiterazione.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto fondato il giudizio del Tribunale del Riesame secondo cui la gravità e la serialità delle condotte, l'inserimento del ricorrente in un contesto illecito organizzato e la capacità di operare illecitamente anche dall'abitazione rendono inadeguate misure meno afflittive degli arresti domiciliari. La Corte ha inoltre applicato il principio che il requisito dell'attualità del pericolo di recidiva va valutato prognosticamente (non richiedendo l'imminenza di specifiche occasioni di reato) tenendo conto di modalità, personalità e contesto socio-ambientale; ha valorizzato la prosecuzione dei fatti fino al 2021 e l'agire seriale come indicativi di una propensione alla reiterazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • codice penale, art. 493‑ter

    Norma richiamata per i reati relativi all'utilizzo indebito di carte di pagamento altrui; la Corte valuta la gravità e la pluralità delle condotte ai fini della misura cautelare.

  • codice penale, art. 497‑bis

    Norma richiamata per la falsificazione di documenti di identità; la Corte considera la capacità tecnica del ricorrente (es. falsificazione da casa) rilevante per l'idoneità delle misure cautelari.

  • codice di procedura penale, art. 274, comma 1, lett. c)

    Il requisito dell'attualità del pericolo di recidiva è interpretato come esigenza di valutazione prognostica sulla possibilità di condotte reiterative, non come necessità di imminenti occasioni di reato.

  • giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 3, n. 19608 del 25/01/2023)

    Richiamata per il principio secondo cui l'inadeguatezza di misure alternative deve fondarsi su elementi specifici indicativi della scarsa capacità di autocontrollo e non su mere ipotesi astratte.

  • giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 5, n. 12869 del 20/01/2022)

    Richiamata per ribadire che l'attualità del pericolo non equivale all'imminenza delle occasioni di reato e che il giudice deve compiere un'analisi approfondita della fattispecie concreta (modalità, personalità, contesto).

Massime di principio

  • La misura cautelare è giustificata quando emerge una pluralità di condotte gravi e seriali che indicano una propensione alla reiterazione, anche se il soggetto è formalmente incensurato o ha lavoro stabile.
  • Per escludere misure meno afflittive (es. arresti domiciliari) è necessario indicare elementi specifici che rendano probabile la violazione delle prescrizioni, non semplici possibilità teoriche.
  • Il requisito dell'attualità del pericolo di recidiva si valuta prognosticamente: non serve provare l'imminenza di occasioni di reato, ma dimostrare la concreta probabilità di reiterazione sulla base di modalità, personalità e contesto socio‑ambientale.
  • La cessazione apparente dell'attività delittuosa in un periodo recente può essere considerata, ma se la distanza temporale è limitata e le condotte risultano seriali rimane plausibile il pericolo di recidiva.
  • L'uso di conoscenze tecniche o la capacità di compiere reati 'da remoto' (es. falsificazione di documenti da casa) aggravano il giudizio sulla necessità di misure cautelari restrittive.

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