Sentenza del 11/09/2023 n. 870 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Controversia relativa ad un avviso di pagamento TARI anno 2019 per aree portuali del Porto di Chioggia locati da X tramite ASPO. Questione centrale: se, con l'istituzione dell'Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mare Adriatico Settentrionale (D.Lgs. 169/2016, efficacia 15/9/2016), sia venuta meno la potestà impositiva del Comune e di Veritas sulle porzioni di area portuale in questione anche in assenza di una perimetrazione/formale presa in gestione o di adempimenti pianificatori da parte dell'AdSP. Questioni collateralI: rilevanza dell'assenza del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (D.Lgs. 232/2017), natura dei rifiuti prodotti (urbani vs speciali/assimilati), obblighi di dichiarazione dell'utente per ottenere agevolazioni o esclusioni, ammissibilità dell'avviso bonario all'impugnazione e invito a chiamare in causa altri enti (Comune, Città metropolitana).
La decisione
La Corte di Giustizia Tributaria di II grado ha rigettato l'appello proposto da Veritas confermando la sentenza di primo grado che aveva annullato l'avviso di pagamento nella parte relativa alle superfici portuali (importo circa euro 19.749,65), ritenendo che l'istituzione dell'AdSP abbia comportato l'esclusione della potestà impositiva comunale sulle aree portuali delimitate dalla linea doganale. La Corte ha altresì ritenuto impugnabile l'avviso bonario e ha escluso la necessità che l'AdSP avesse già ultimato ogni perimetrazione o piano per determinare la perdita di potestà impositiva comunale. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
D.Lgs. 4 agosto 2016, n. 169 (istituzione Autorità di Sistema Portuale)
L'istituzione dell'Autorità di Sistema Portuale trasferisce alla stessa la competenza sulla gestione del demanio portuale e dei servizi portuali, inclusa l'attività di gestione dei rifiuti nelle aree portuali, con conseguente esclusione della potestà impositiva comunale sulle aree rientranti nella competenza dell'AdSP.
D.Lgs. 13 dicembre 2017, n. 232 (disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 169/2016)
Prevede strumenti pianificatori (es. Documento di Pianificazione Strategica di Sistema) utili a individuare aree portuali, ma la Corte ha ritenuto che la mancata predisposizione di tali documenti non impedisca l'efficacia della attribuzione di competenza all'AdSP.
Legge 27 marzo 2013, n. 47, art. 1 comma 642 (TARI presupposto)
Stabilisce che la TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Tuttavia la competenza impositiva dipende dalla legge che assegna la gestione del servizio (quindi dall'eventuale competenza dell'AdSP).
Legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1 comma 649
Norma richiamata in relazione all'esclusione dalla superficie tassabile per aree che producano esclusivamente rifiuti speciali; la Corte non ha affrontato nel merito l'esclusione contestuale perché ha ritenuto decisiva la questione di legittimazione a tassare.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 19 (atti impugnabili)
L'elencazione degli atti impugnabili è tassativa ma la giurisprudenza (e la Corte) ammettono un'interpretazione estensiva: anche gli avvisi bonari che portino a conoscenza una pretesa tributaria ben individuata sono impugnabili.
Regolamento Tari Comune di Chioggia, art. 10
Previsione locale citata in relazione ai criteri di esclusione per rifiuti speciali o assimilati; la pronuncia non si è pronunciata sul merito dell'applicazione ma ne ha richiamato l'esigenza probatoria a carico del contribuente.
Cass. civ., Sez. V, Ord., 30/12/2021, n. 42089
Giurisprudenza di legittimità richiamata per affermare che l'istituzione dell'Autorità portuale comporta la perdita della competenza comunale in materia di gestione dei rifiuti nell'area portuale e che tale competenza spetta all'AdSP.
Cass. civ., Ord. 17/11/2020, n. 26093
Affermata la possibilità di impugnare atti atipici o avvisi che comunichino una pretesa tributaria chiaramente individuabile, anche se non rientranti espressamente nell'art. 19 D.Lgs. 546/1992.
Ulteriori ordinanze di Cassazione richiamate (es. n. 17092/2021, n. 34251/2021, n. 10104/2012)
Confermano i principi secondo cui la competenza per la gestione rifiuti in area portuale spetta all'Autorità portuale e che l'attività di fatto del Comune/gestore non vale a mantenere la potestà impositiva se non prevista dalla legge.
Massime di principio
- L'istituzione dell'Autorità di Sistema Portuale trasferisce la competenza gestionale sulle aree portuali e, conseguentemente, esclude la potestà impositiva comunale sulle stesse anche se non è stata completata ogni formale perimetrazione o pianificazione.
- La circostanza che il Comune o un suo gestore abbia continuato di fatto a svolgere il servizio di raccolta rifiuti non è sufficiente a mantenere la potestà impositiva comunale quando la legge ha assegnato la competenza all'AdSP.
- In controversie TARI su aree portuali, la verifica della legittimazione a tassare è preliminare e può decidere il giudizio senza entrare nel merito di questioni accessorie (classificazione dei rifiuti, esclusioni, riduzioni).
- Il contribuente che reclama esclusioni o riduzioni per produzione di rifiuti speciali o per avvio al recupero deve provare concretamente tali circostanze con documentazione idonea (formulari, attestazioni dell'impresa che ha svolto il recupero, sistemi di tracciamento previsti).
- Gli avvisi bonari che comunichino una pretesa tributaria ben identificabile sono impugnabili; pertanto è consigliabile proporre tempestiva impugnazione per evitare la definizione dell'obbligazione.
- Se si agisce in situazione analoga, valutare prioritariamente la questione della competenza territoriale/funzionale (AdSP vs Comune) prima di sviluppare ampi accertamenti sul merito delle esclusioni tariffarie.
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