Cassazione Penale, Sentenza n. 41155/2025 del 22/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Borriello impugnava la condanna per rapina impropria sostenendo che: (1) tra la sottrazione della merce e l'uso della violenza vi sarebbe stato un intervallo tale da interrompere l'unitarietà dell'azione, configurando al più un tentativo di furto; (2) non ci sarebbe stato impossessamento perché il carrello fu abbandonato "alle casse" e la merce rimase sotto controllo del personale, quindi la condotta andava qualificata come tentativo; (3) erroneo diniego dell'attenuante della lieve entità; (4) ingiustificato rigetto della richiesta di pena sostitutiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e, in larga parte, manifestamente infondato. Ha ritenuto i motivi generici e ripetitivi rispetto ai gravami già svolti in appello (violazione dei requisiti di specificità dell'art. 581 c.p.p.), e ha confermato la ricostruzione di merito: la sottrazione della merce si è concretamente verificata (anche se il carrello non oltrepassò materialmente la barriera casse), la successiva violenza è imputabile alla medesima azione diretta a garantirsi l'impunità e va valutata in termini di "immediatezza" assimilata a flagranza/quasi-flagranza (ad esempio per il comportamento di inseguimento/controllo del personale di vigilanza). Sul punto delle attenuanti e della sostituzione della pena la Corte ha richiamato la discrezionalità del giudice di merito e dichiarato adeguata la motivazione basata sui precedenti e sulla durata/gravità del fatto. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese e a un contributo alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 628 cod. pen. (rapina impropria)
alla stessa pena soggiace chi adopera violenza o minaccia immediatamente dopo la sottrazione, per assicurare a sé o ad altri il possesso della cosa sottratta, o per procurare a sé o ad altri l'impunità
La Corte interpreta il requisito dell'"immediatezza" in senso funzionale: non richiede stretta contemporaneità temporale ma una continuità dell'azione (flagranza/quasi-flagranza). La sottrazione anche senza definitivo impossessamento è idonea a integrare il reato se seguita dalla violenza per assicurare possesso o impunità.
art. 56 cod. pen. (tentativo)
Per configurare il tentativo nella rapina impropria è necessario che la sottrazione non sia avvenuta per cause indipendenti dalla volontà dell'agente; se la sottrazione si è concretizzata, non può parlarsi di tentativo.
art. 606 cod. proc. pen. (lett. b ed e)
Rinvio agli articoli che disciplinano i motivi di ricorso in Cassazione: la Corte ha ritenuto alcuni motivi inesatti/inammissibili per inosservanza o erronea applicazione della legge penale e per carenza di motivazione, ove ricorressero i presupposti.
art. 581 c.p.p. (lett. c) e art. 591 c.p.p. (lett. c)
Richiesta specificità dei motivi di ricorso; la riproduzione pedissequa di argomentazioni già valutate in appello è considerata generica e porta all'inammissibilità.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che prevede la condanna alle spese per il ricorso inammissibile; la Corte l'ha applicata condannando il ricorrente alle spese e a contributi alla cassa delle ammende.
art. 382 cod. proc. pen. (flagranza)
La Corte richiama la nozione di flagranza/quasi-flagranza (anche quando il sospetto è inseguito o è sorpreso con cose o tracce) per valutare l'immediatezza della violenza rispetto alla sottrazione.
artt. 58 e 59 legge 689/81
Norme relative alle sanzioni amministrative e alle circostanze attenuanti: richiamate nei motivi ma la Corte ha ritenuto che la valutazione delle attenuanti e delle sostituzioni di pena sia rimessa alla discrezionalità del giudice di merito.
art. 545 bis cod. proc. pen.
Richiamato nella doglianza sulla pena sostitutiva; la Corte ha ribadito che l'applicazione di sostitutivi è esame di merito non sindacabile laddove motivato in modo coerente.
artt. 610 comma 5 e 611 comma 1 bis cod. proc. pen.
Norme procedurali richiamate in relazione alla trattazione in camera di consiglio e alla mancata richiesta di discussione orale: il ricorso è stato deciso senza udienza per mancanza di istanza nei termini.
Massime di principio
- La "sottrazione" della merce può ritenersi avvenuta anche se il carrello non oltrepassa materialmente la barriera casse: rileva il superamento del controllo sulla disponibilità della cosa, non la posizione del contenitore.
- L'elemento dell'"immediatezza" previsto dall'art. 628 secondo comma va valutato in termini funzionali e di continuità dell'azione (flagranza/quasi-flagranza): un intervallo temporale non è di per sé impeditivo se l'azione è volta a garantire il possesso o l'impunità e il soggetto è inseguito o tenuto sotto controllo.
- Per configurare il tentativo nella rapina impropria è necessario che la sottrazione non sia avvenuta per ragioni indipendenti dalla volontà dell'agente; la presenza di una sottrazione effettiva esclude il tentativo.
- La ripetizione pedissequa di motivi già valutati in grado di appello senza specificità argomentativa comporta inammissibilità per genericità del ricorso per Cassazione (mancata osservanza dei requisiti di cui all'art. 581 c.p.p.).
- Le valutazioni del giudice di merito su riconoscimento di attenuanti e su eventuali pene sostitutive godono di ampia discrezionalità e sono sindacabili in Cassazione solo se la motivazione è contraddittoria o manifestamente illogica.
- Ricorrere in Cassazione comporta rischio di condanna alle spese e, se il ricorso è inammissibile per colpa procedurale, anche al pagamento in favore della cassa delle ammende.
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