Sentenza n. 580/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato non ha esaminato nel merito i motivi d’appello né ha rivalutato la legittimità dell’ingiunzione demolitoria. Ha dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, in ragione della dichiarazione dell’appellante di aver predisposto un progetto di demolizione delle opere. Le spese del giudizio d’appello sono state compensate, in considerazione della definizione in rito.
Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva respinto il ricorso contro l’ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a una tettoia con chiusure perimetrali realizzata su un lastrico solare in area vincolata
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante aveva impugnato la sentenza di primo grado, che aveva ritenuto legittima l’ingiunzione comunale di demolizione n. 64 del 3 maggio 2018. Le opere consistevano nella realizzazione, sul lastrico solare sovrastante un appartamento posto al terzo piano, di una copertura in pannelli di lamiera coibentati su struttura in ferro-zincato, con grondaia, estesa per circa 52 mq e con altezza massima di circa 2,80 metri, chiusa su tre lati, nonché nell’installazione di chiusure perimetrali con invetriate in alluminio e vetrocamera su due lati, per complessivi 9 metri lineari. In primo grado erano stati dedotti, da un lato, il carattere meramente pertinenziale della tettoia e il difetto di motivazione dell’ordinanza; dall’altro, l’assoggettabilità dell’intervento alla sola sanzione pecuniaria, anziché alla demolizione. Il TAR aveva ritenuto che le dimensioni, la struttura, la non precarietà e la chiusura parziale rendessero necessaria una valutazione propria degli interventi soggetti a permesso di costruire, escludendo la natura pertinenziale dell’opera. Aveva inoltre considerato rilevante la localizzazione in area sottoposta a vincolo paesaggistico e l’incidenza dell’intervento sull’aspetto esteriore dei luoghi, nonché irrilevante l’omessa comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di attività vincolata. Nel giudizio d’appello, con nota del 15 dicembre 2025, l’appellante ha dichiarato la sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione, avendo predisposto un progetto di demolizione.
Norme richiamate
d.P.R. 380/2001, art. 3
intervento di nuova costruzione
La disciplina richiamata è stata utilizzata dal TAR per qualificare la tettoia, in ragione di forma, dimensioni, struttura e destinazione a esigenze durature, come intervento eccedente la pertinenzialità e riconducibile alla nuova costruzione.
d.P.R. 380/2001, art. 17
> testo del provvedimento indica il riferimento all’art. 17 del vigente PRG
Il riferimento è operato congiuntamente all’art. 3 del d.P.R. 380/2001 per sostenere la necessità del titolo abilitativo secondo la disciplina urbanistica applicabile.
d.lgs. 42/2004, art. 149
> non riportata nel testo
Il TAR ha richiamato la disposizione nel quadro della disciplina degli interventi realizzati in area paesaggisticamente vincolata.
d.lgs. 42/2004, art. 167
> non riportata nel testo
Il TAR ha richiamato la disposizione in relazione agli effetti del vincolo paesaggistico e all’applicabilità della sanzione demolitoria per opere realizzate senza la preventiva autorizzazione paesaggistica.
Massime di principio
- La dichiarazione dell’appellante di sopravvenuta carenza d’interesse, motivata dalla predisposizione di un progetto di demolizione delle opere oggetto dell’ingiunzione, comporta l’improcedibilità dell’appello, senza necessità di esaminare i motivi di gravame.
- Una tettoia realizzata su un edificio, quando presenti dimensioni rilevanti, carattere non precario e chiusure parziali tali da alterare visibilmente l’edificio o i luoghi, non può essere qualificata come mera pertinenza edilizia di modesta entità e può richiedere il permesso di costruire.
- In area sottoposta a vincolo paesaggistico, un intervento edilizio che alteri lo stato dei luoghi è soggetto alla preventiva autorizzazione paesaggistica; la relativa abusività può incidere sull’applicabilità della sanzione demolitoria.
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