Cassazione Penale, Sentenza n. 47501/2022 del 15/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la decisione di consegna per l'esecuzione di una pena di 4 anni inflitta in Belgio per associazione a delinquere e tratta di esseri umani (fatti dal 10/06/2012 al 17/07/2012). Contestava l'applicazione dell'art. 18-bis della L. n. 69/2005 sostenendo di essere stabilmente radicato in Italia (permesso di soggiorno, buste paga, disponibilita' di un cugino), denunciava errore nell'identificazione della persona condannata, omissione di traduzione del mandato in lingua a lui comprensibile e carenza/insufficienza della documentazione allegata al mandato (sentenza in absentia non acquisita). Richiamava inoltre la questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia sull'interpretazione dell'art. 18-bis L. 69/2005.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte territoriale secondo cui non sussisteva un radicamento stabile ed effettivo in Italia: presenza documentata solo da novembre 2021, permesso con scadenza 30/09/2022, limitata durata di coabitazione con il cugino da agosto 2022, modesta conoscenza della lingua italiana. La Corte ha inoltre confermato la regolare identificazione tramite corrispondenza del cartellino fotosegnaletico e riscontri AFIS; ha ritenuto sufficiente il mandato di arresto in lingua inglese; ha richiamato l'applicazione del d.lgs. n. 10/2021 che rende il mandato autosufficiente ai fini del controllo italiano. Ha precisato che questioni relative all'esecutivita' della sentenza e alla validita' del giudizio in absentia appartengono all'ordinamento belga. Infine ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Legge n. 69 del 2005 (art. 18-bis)
La disposizione, nella sua formulazione, preclude la facolta' di rifiutare la consegna del cittadino di Paese terzo che risiede o dimora nel territorio; la Corte Costituzionale ha rimesso alla Corte di Giustizia la definizione degli standard e dei legami significativi, ma fino a quel momento il giudice applica i criteri di radicamento consolidati dalla giurisprudenza.
Decisione quadro 2002/584/GAI (art. 4, punto 6)
Il motivo di non esecuzione facoltativa mira a favorire le opportunita' di reinserimento sociale dell'interessato una volta scontata la pena; la decisione quadro non distingue tra cittadini UE e cittadini di paesi terzi e va considerata nella valutazione dei diritti fondamentali.
D.lgs. n. 10 del 2021
Ha semplificato la procedura del mandato di arresto europeo abrogando alcuni commi dell'art. 6 della L. 69/2005; il mandato e' considerato provvedimento autosufficiente contenente gli elementi necessari per il controllo del giudice italiano.
Art. 8 CEDU
La nozione di vita familiare va calibrata sulla giurisprudenza dell'art. 8 CEDU; la presenza di legami di consanguineita' richiede l'effettivita' del rapporto per essere rilevante ai fini del radicamento.
Art. 6 TUE
Riferimento ai principi dell'Unione Europea e alla tutela dei diritti fondamentali che giustificano il rinvio delle questioni interpretative alla Corte di Giustizia.
Art. 22 Legge n. 69 del 2005
Richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla declaratoria di inammissibilita'.
Massime di principio
- Perche' il rifiuto facoltativo della consegna (art. 18-bis L. 69/2005) sia applicabile a un cittadino di Paese terzo e' necessario dimostrare un radicamento reale, effettivo e duraturo: indici utili includono legalita' della presenza, continuita' temporale, distanza cronologica tra presenza e fatto delittuoso, sede principale degli interessi lavorativi/familiari, pagamento di contributi/fisco.
- La mera presenza temporanea o recente (poche mensilita') in Italia non basta a qualificare il radicamento e a impedire la consegna: occorre prova di stabilita' e integrazione effettiva.
- Dopo il d.lgs. n. 10/2021 il mandato di arresto europeo e' considerato autosufficiente; il giudice italiano effettua controlli limitati sulla regolarita' formale e sulla sussistenza degli elementi indicati nel mandato, non richiedendo automaticamente documentazione aggiuntiva.
- Le contestazioni relative alla validita' di una sentenza pronunciata in absentia e le impugnazioni sull'esecutivita' della decisione sono, di regola, questioni da proporre nell'ordinamento dell'autorita' giudicante (stato emittente).
- L'identificazione del consegnando puo' essere adeguatamente verificata tramite elementi dattiloscopici e fotosegnaletici (AFIS, cartellino fotosegnaletico); tali accertamenti possono superare obiezioni difensive sulla identificazione.
- La lingua del mandato, se corrispondente a una lingua nazionale o a una lingua nota dell'interessato (es. inglese), puo' essere considerata sufficiente per garantire l'informazione sul contenuto del mandato; quindi la sola mancanza di traduzione in altra lingua non determina automaticamente illegittimita'.
- Fino alla pronuncia della Corte di Giustizia sulla questione devoluta dalla Corte Costituzionale, gli organi giurisdizionali italiani applicano i criteri di radicamento consolidati dalla giurisprudenza nazionale.
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