Cassazione Penale, Sentenza n. 26340/2026 del 14/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
La sentenza riguarda un articolato procedimento relativo a un presunto sistema illecito costruito attraverso tre Consorzi, utilizzati per presentare dichiarazioni fiscali e domande di contributi AGEA basate su operazioni economiche ritenute in parte fittizie, con contestazioni di associazione per delinquere, reati tributari, riciclaggio/autoriciclaggio e responsabilità amministrativa dell'ente. La Corte d'appello aveva confermato in larga parte le condanne di primo grado, dichiarando prescritti alcuni reati fiscali e assolvendo alcuni imputati da taluni capi. I ricorrenti hanno censurato: la configurabilità del vincolo associativo ex art. 416 c.p.; la prova della partecipazione individuale e del perdurare dell'associazione fino alla data contestata; la sussistenza del dolo specifico nei reati tributari di emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione; la configurabilità dell'autoriciclaggio per uno degli imputati; il diniego delle attenuanti generiche; la motivazione sugli aumenti per continuazione; la confisca per equivalente ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000; e, per l'ente, la motivazione sull'interesse/vantaggio e sulla colpa di organizzazione. Un ricorrente ha inoltre contestato la sussistenza del riciclaggio e la mancata riqualificazione in ricettazione, sostenendo che le operazioni fossero tracciabili e che non fosse provato il nesso con il denaro proveniente dalle truffe AGEA.
La decisione
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati, confermando per il resto l'impianto della decisione sulla associazione per delinquere e sul riciclaggio, ma ha accolto in parte i ricorsi quanto ai reati tributari. In particolare, ha annullato senza rinvio per prescrizione diversi capi fiscali e il relativo trattamento sanzionatorio; ha annullato con rinvio i capi 33 e 38 per nuovo giudizio in relazione alla prescrizione non ancora maturata; ha dichiarato inammissibili nel resto i ricorsi relativi al capo associativo e, per uno degli imputati, anche al capo di autoriciclaggio. Ha inoltre accolto il ricorso dell'ente, annullando la sentenza con rinvio per nuovo giudizio sulla sua responsabilità amministrativa, per omessa motivazione sull'elemento dell'interesse esclusivo proprio/di terzi del soggetto apicale. Per due ricorrenti, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 416 c.p.
Per la configurabilità dell'associazione per delinquere è sufficiente una struttura stabile, un programma criminoso comune, la consapevolezza dei partecipi e un contributo anche minimo ma non insignificante; la prova può desumersi dalle modalità esecutive dei reati-fine e dall'operatività concreta della struttura.
art. 2 d.lgs. 74/2000
La Corte annulla i capi fiscali per difetto di motivazione adeguata sul dolo specifico di evasione, quando le condotte sono state ricondotte anche a una diversa finalità fraudolenta (ottenere contributi AGEA) senza chiarire il nesso con l'imposta evasa.
art. 5 d.lgs. 74/2000
Per il reato di omessa dichiarazione, la motivazione deve dare conto del dolo di evasione e degli importi effettivamente oggetto di evasione; in difetto, e se il termine è decorso, si perviene all'annullamento senza rinvio per prescrizione.
art. 8 d.lgs. 74/2000
L'uso/emissione di fatture per operazioni inesistenti richiede il dolo specifico di evasione; la finalità di alterare i presupposti per ottenere contributi pubblici non basta, da sola, se non si spiega il rapporto con l'evasione fiscale.
art. 12-bis d.lgs. 74/2000
La confisca per equivalente, in presenza di prescrizione dei reati tributari, è travolta dall'annullamento senza rinvio per fatti anteriori alla disciplina dell'art. 578-bis c.p.p.; inoltre, in rinvio, il profitto confiscabile va individuato con precisione per ciascun concorrente.
art. 648-bis c.p.
Il riciclaggio è configurabile anche con operazioni tracciabili quando la condotta è idonea a rendere difficile l'accertamento della provenienza delittuosa del denaro e si connota per un effetto dissimulatorio; non è necessaria una totale impossibilità di tracciamento.
art. 648-ter.1 c.p.
L'autoriciclaggio richiede che l'agente, consapevole dell'origine delittuosa delle utilità derivanti da uno o più reati presupposto, ponga in essere una successiva condotta dissimulatoria; non occorre che tutti i reati presupposto siano contestati allo stesso soggetto, purché il giudice accerti incidentalmente la loro materialità.
art. 62-bis c.p.
Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se adeguatamente motivato valorizzando la sostanziale omogeneità delle condotte e la partecipazione concorde al meccanismo illecito.
art. 81 c.p.
Gli aumenti per la continuazione devono essere motivati in modo proporzionato all'entità dell'aumento; quando l'aumento è contenuto, è sufficiente una motivazione sintetica che dia conto della complessiva congruità della pena.
art. 192 c.p.p.
La prova della responsabilità non può fondarsi su mere congetture o su una rilettura delle prove in cassazione; la motivazione deve indicare gli elementi indiziari gravi, precisi e concordanti che sorreggono l'affermazione di responsabilità.
art. 533 c.p.p.
La condanna richiede il superamento del ragionevole dubbio; la censura è fondata solo se la sentenza si appoggia a un quadro indiziario insufficiente o non logicamente coordinato.
art. 5 d.lgs. 231/2001
La responsabilità dell'ente richiede che il reato presupposto sia commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente; l'esistenza di un interesse esclusivo proprio o di terzi del soggetto apicale può escludere l'imputazione all'ente e va specificamente esaminata.
art. 6 d.lgs. 231/2001
La colpa di organizzazione va verificata in concreto e non con giudizio ex post; il modello organizzativo e l'organismo di vigilanza devono essere valutati rispetto alla prevenzione del rischio-reato.
art. 578-bis c.p.p.
La disciplina è inapplicabile ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore, nella parte in cui consente decisioni ai soli fini della confisca con una componente sanzionatoria; ciò comporta, per i reati tributari prescritti, il travolgimento della confisca per equivalente.
Massime di principio
- L'associazione per delinquere può essere provata anche attraverso la sistematicità dei reati-fine, la continuità dei rapporti tra i partecipi e l'uso di una struttura lecita preesistente come schermo operativo, senza necessità di una formale manifestazione di volontà associativa.
- La partecipazione al sodalizio criminale è a forma libera: è sufficiente un contributo causale, anche minimo ma non insignificante, purché stabile e consapevole; la mera coincidenza tra cariche societarie e ruolo associativo non basta, ma può assumere rilievo se corroborata da elementi fattuali convergenti.
- Nel reato permanente contestato con formula chiusa, la data finale indicata in imputazione rileva ai fini della decorrenza della prescrizione se la cessazione della condotta è stata espressamente contestata; tuttavia la prova della permanenza non può essere invertita a carico dell'imputato quando l'accusa non abbia dimostrato la cessazione.
- Per i reati tributari di dichiarazione fraudolenta, emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione, il giudice deve accertare e motivare il dolo specifico di evasione e il concreto profitto fiscale; se la motivazione si arresta alla diversa finalità di ottenere contributi pubblici, la tenuta della decisione sul punto può venire meno.
- Il riciclaggio non richiede necessariamente una operazione non tracciabile: è sufficiente una condotta che renda più difficile l'identificazione della provenienza illecita del denaro o delle utilità, anche attraverso movimenti formalmente tracciabili ma connotati da dissimulazione.
- L'autoriciclaggio è configurabile quando il soggetto, consapevole dell'origine delittuosa delle somme, compie successive operazioni di reimpiego o dissimulazione; può rilevare anche se i reati presupposto sono plurimi e non tutti contestati al medesimo autore, purché il giudice accerti incidentalmente la loro esistenza.
- La confisca per equivalente in materia tributaria richiede l'individuazione del profitto confiscabile con riferimento al singolo concorrente e non può essere applicata in modo automatico o solidale; in caso di prescrizione, la misura segue la sorte della statuizione penale secondo le regole temporali applicabili.
- Per la responsabilità amministrativa degli enti, il giudice deve esaminare specificamente se il reato presupposto sia stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente; la presenza di un interesse esclusivo personale o di terzi è un dato potenzialmente escludente che non può essere trascurato.
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