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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29593/2021 del 22/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (proprietario confinante)

La controversia

La controversia nasceva da una domanda giudiziale volta a ottenere la regolarizzazione di luci aperte da una proprietaria sul proprio fabbricato confinante con quello dell'altra parte. Il Tribunale aveva accolto la domanda e la Corte d'appello aveva confermato la decisione. La soccombente proponeva ricorso per cassazione con due motivi, ma nel testo dell'ordinanza non sono riportati i contenuti specifici dei motivi. Nel corso del giudizio di legittimità, tuttavia, dopo il decesso della ricorrente, gli eredi delle parti concludevano una transazione avente a oggetto il procedimento, e veniva chiesto il rinvio per trattative di componimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che le parti, nel corso del giudizio di legittimità, avevano definito la controversia mediante un accordo transattivo. La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui, in tal caso, non si configura né una delle decisioni tipiche di cui agli artt. 382, comma 3, 383 e 384 c.p.c., né una inammissibilità sopravvenuta del ricorso. Ha inoltre disposto l'integrale compensazione delle spese del giudizio di legittimità e ha dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, secondo il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

Norme richiamate

  • art. 382, comma 3, c.p.c.

    Richiamato solo per escludere che la cessazione della materia del contendere possa essere ricondotta alle decisioni tipiche previste dalla norma.

  • art. 383 c.p.c.

    Richiamato per affermare che l'accordo transattivo intervenuto in cassazione non integra una delle ipotesi decisorie previste dalla disposizione.

  • art. 384 c.p.c.

    Richiamato per escludere che la sopravvenuta definizione negoziale della lite rientri nelle forme di decisione previste dalla norma.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

    La Corte richiama la disciplina del contributo unificato evidenziando che il raddoppio non opera nel caso di cessazione della materia del contendere derivante da transazione intervenuta in cassazione.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 bis

    Richiamato come parametro del contributo unificato dovuto per il ricorso principale.

  • L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17

    Richiamata quale fonte che ha introdotto il meccanismo del raddoppio del contributo unificato.

Massime di principio

  • Se, nel corso del giudizio di legittimità, le parti definiscono la controversia con un accordo transattivo, la Corte deve dichiarare cessata la materia del contendere, con conseguente venir meno dell'efficacia della sentenza impugnata.
  • La cessazione della materia del contendere per sopravvenuto accordo negoziale non va equiparata a inammissibilità sopravvenuta del ricorso né alle ipotesi decisorie tipiche previste dagli artt. 382, 383 e 384 c.p.c.
  • Il raddoppio del contributo unificato presuppone, in cassazione, il rigetto, l'inammissibilità o l'improcedibilità del ricorso; non opera quando il processo si estingue per cessazione della materia del contendere derivante da transazione tra le parti.
  • In presenza di definizione transattiva della lite in cassazione, è giustificata la compensazione integrale delle spese di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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