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Sentenza

Sentenza n. 446/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento a) dell’ordinanza n° 2 del 27 gennaio 2022 con la quale il Responsabile del Settore Servizi alla Persona del Comune di Basiglio ordina alla ricorrente di rilasciare l’impianto sportivo di proprietà comunale sito in Basiglio (MI), Via Salvo d’Acquisto n° 7 entro e non oltre il 14.02.2022 ore 10.00 libero da persone e cose; b) di ogni altro atto comunque preordinato, connesso o conseguente ai predetti, se non già impugnato.

Giustizia amministrativa202200324

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di rilascio dell'impianto sportivo comunale, conseguente alla decadenza dalla concessione e alla risoluzione della convenzione

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Comune le aveva ordinato di rilasciare l'impianto sportivo comunale. L'ordinanza era stata adottata dopo che il Comune, con una precedente determinazione, aveva dichiarato la decadenza della società dalla concessione e la risoluzione della convenzione di gestione, per inadempimento degli obblighi assunti. La ricorrente aveva impugnato tale determinazione presupposta con separato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Nel giudizio relativo all'ordinanza di rilascio ha dedotto, con motivi sostanzialmente identici a quelli proposti in sede straordinaria, la violazione delle disposizioni codicistiche e convenzionali sulla risoluzione e sull'inadempimento, delle norme emergenziali richiamate, degli artt. 3 e 6 l. 241/1990, nonché carenza di motivazione, illogicità della motivazione e difetto di istruttoria. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del ricorso per violazione del principio di alternatività tra ricorso giurisdizionale e ricorso straordinario, rilevando il rapporto di consequenzialità tra l'ordinanza impugnata e la determinazione già gravata in sede straordinaria.

La decisione

Il TAR ha accolto l'eccezione preliminare del Comune e ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza esaminare nel merito le censure relative alla legittimità dell'ordinanza di rilascio. Il Collegio ha ritenuto che l'ordinanza fosse strettamente consequenziale alla determinazione di decadenza dalla concessione e di risoluzione della convenzione, già impugnata con ricorso straordinario, e che le censure proposte nei due giudizi fossero sostanzialmente identiche. Ha quindi applicato la concezione sostanziale del principio di alternatività desunto dall'art. 8, comma 2, d.P.R. 1199/1971: il principio opera anche quando gli atti impugnati siano formalmente distinti, purché siano oggettivamente connessi e le controversie presentino identità sostanziale di materia, petitum e causa petendi, in ragione del rapporto di presupposizione, pregiudizialità, dipendenza o consequenzialità. La ratio è evitare il frazionamento della tutela, la duplicazione dei giudizi e il rischio di decisioni contrastanti. La ricorrente avrebbe dovuto impugnare anche l'ordinanza di rilascio nella stessa sede del ricorso straordinario. Le spese sono state poste a carico della ricorrente e liquidate in € 1.500,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 8, comma 2, d.P.R. 1199/1971

    Il principio di alternatività tra ricorso giurisdizionale e ricorso straordinario opera in senso sostanziale per evitare duplicazioni della tutela e il rischio di decisioni contrastanti; si applica anche a provvedimenti formalmente distinti ma oggettivamente connessi e riferiti al medesimo rapporto controverso.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato quale fondamento del giusto processo e dell'economia dei mezzi giuridici, contrari al frazionamento della tutela.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato in relazione all'effettività della tutela giurisdizionale.

  • art. 1 c.p.a.

    Richiamato quale espressione del principio di effettività della tutela nel processo amministrativo.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per la trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato mediante collegamento da remoto.

  • art. 13-quater delle norme di attuazione al c.p.a.

    Richiamato in relazione alle modalità di svolgimento dell'udienza straordinaria.

Massime di principio

  • Il principio di alternatività tra ricorso giurisdizionale e ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ha portata sostanziale e non meramente formale: opera anche quando i provvedimenti impugnati nei due giudizi siano formalmente diversi, se tra essi sussista un rapporto di presupposizione, pregiudizialità, dipendenza o consequenzialità e le controversie abbiano obiettiva identità della materia del contendere.
  • Quando un provvedimento consequenziale è strettamente collegato a un provvedimento presupposto già impugnato con ricorso straordinario e le censure dedotte sono sostanzialmente identiche, il ricorrente deve impugnare entrambi gli atti nella medesima sede; la proposizione di un ricorso giurisdizionale separato rende quest'ultimo inammissibile.
  • La ratio del principio di alternatività è tutelare la funzione giurisdizionale, impedendo la duplicazione dei giudizi, il frazionamento della tutela e il rischio di pronunce contrastanti sul medesimo rapporto giuridico, indipendentemente dalla diversità formale degli atti impugnati.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaGiurisdizione e ripartoImpianti sportivi
RamiProcesso amministrativoDemanio e patrimonio pubblicoSport
IstitutiAbuso del diritto e del processo

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