Sentenza del 15/03/2016 n. 1516 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
IVA - Detraibilità - Operazione soggettivamente inesistente - Diligenza nello scegliere il fornitore - Diligenza media - Detraibilità Iva - Sussistenza - Illegittimità avviso - Consegue.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L’Agenzia delle Entrate aveva contestato la detraibilità dell’IVA relativa a forniture ritenute soggettivamente inesistenti, poiché formalmente fatturate da una società alla quale erano già stati contestati reati fiscali. La contribuente sosteneva di avere agito con la diligenza media esigibile nella scelta del fornitore e di non essere consapevole dell’eventuale frode. La controversia riguardava quindi la possibilità di negare la detrazione in assenza della prova che il contribuente sapesse, o dovesse sapere usando l’ordinaria diligenza, di partecipare a un’operazione fraudolenta.
La decisione
La contestazione dell’Agenzia è stata ritenuta illegittima. La detrazione dell’IVA deve essere riconosciuta quando il contribuente dimostra di avere adottato la diligenza media nella selezione e nei rapporti con il fornitore. L’Amministrazione finanziaria, per negare la detrazione, deve provare anche gli elementi che dimostrino la consapevolezza o conoscibilità della frode, inclusa, secondo il principio richiamato, la circostanza che il pagamento sia avvenuto al netto dell’IVA o che l’IVA sia stata successivamente restituita o stornata.
Norme richiamate
Normativa IVA sulla detrazione dell’imposta
Il diritto alla detrazione non può essere negato automaticamente per irregolarità o frodi imputabili al fornitore. Occorre verificare la posizione del contribuente e stabilire se sapesse o avrebbe dovuto sapere, usando la diligenza media, di partecipare a un’operazione fraudolenta.
Principio della diligenza media nella scelta del fornitore
Il contribuente deve adottare controlli ragionevoli e ordinari, ma non è tenuto a svolgere indagini equivalenti a quelle dell’Amministrazione finanziaria né a rispondere automaticamente degli illeciti del fornitore.
Massime di principio
- In caso di operazioni soggettivamente inesistenti, la mera irregolarità o inaffidabilità fiscale del fornitore non è sufficiente, da sola, a negare la detrazione IVA al cliente.
- Il contribuente deve poter dimostrare di avere adottato una diligenza ordinaria nella scelta del fornitore, verificando almeno l’identità, l’esistenza e l’operatività dell’impresa secondo le circostanze concrete.
- L’Amministrazione finanziaria deve provare elementi specifici dai quali risulti che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode; non è sufficiente un collegamento generico con un fornitore già coinvolto in contestazioni fiscali.
- La detrazione può essere negata se emerge che il contribuente ha partecipato consapevolmente alla frode, ha ignorato segnali anomali evidenti oppure ha effettuato pagamenti privi di effettivo versamento dell’IVA o con successivo ristorno della stessa.
- La valutazione della diligenza è concreta e dipende da fattori quali prezzi anomali, modalità di pagamento, rapporti personali o societari, incongruenze documentali, assenza di struttura del fornitore e altre circostanze sintomatiche.
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