Sentenza n. 13109/2026 - Roma, Sezione 3
per l'annullamento in parte qua della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura (C.S.M.), pratica num. 1/VQ/2021, del 22 dicembre 2021, nella parte in cui, il C.S.M. ha pubblicato la vacanza (a far data dal 16 settembre 2021) dell'Ufficio Direttivo di Procuratore della Repubblica di Nola e ha bandito la copertura del relativo posto, già ricoperto dalla dott.ssa Laura Triassi, nonché di ogni atto alla stessa connesso, prodromico e/o consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera del CSM del 22 dicembre 2021, nella parte in cui ha pubblicato la vacanza dell'Ufficio Direttivo di Procuratore della Repubblica di Nola, con decorrenza dal 16 settembre 2021, e ha bandito la copertura del posto
Esito
Favorevole al resistente (organo di autogoverno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, nominata Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola con delibera del CSM del 3 giugno 2020, ha chiesto l'annullamento in parte qua della delibera del CSM del 22 dicembre 2021, nonché degli atti connessi, prodromici e consequenziali, contestando la pubblicazione della vacanza dell'ufficio da lei già ricoperto e il conseguente bando per la copertura del posto. Il testo non espone in dettaglio gli specifici vizi di legittimità dedotti. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato, con atto depositato il 28 maggio 2026, la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca della ricorrente. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., la dichiarazione imponesse la declaratoria di improcedibilità. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti in ragione dell'esito della controversia e della particolarità delle questioni sottostanti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse determina l'improcedibilità del ricorso; a fronte della dichiarazione univoca della parte ricorrente, il giudice deve prenderne atto in applicazione del principio dispositivo.
Massime di principio
- La dichiarazione univoca della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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