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Ordinanza

Ordinanza n. 87/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso dalla Prefettura di Piacenza in data 19 dicembre 2025 notificato in pari data, con il quale è stata disposta la conferma del provvedimento (n. -OMISSIS-) di revoca del nulla osta al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato stagionale.

Giustizia amministrativa202600173

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di conferma della revoca del nulla osta al rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento della Prefettura di Piacenza che ha confermato la revoca del precedente provvedimento di revoca del nulla osta al rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale. Il testo non espone analiticamente i motivi di ricorso; in sede cautelare il Collegio ha rilevato che l'atto è plurimotivato e che, tra i motivi ostativi, figura la mancata produzione della dovuta asseverazione. È stata inoltre considerata la prospettazione relativa alla possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione, ritenuta priva di fondamento in assenza dell'interruzione di un precedente rapporto di lavoro regolarmente instaurato e cessato per causa non imputabile al lavoratore.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, ritenendo prima facie insussistente il fumus boni iuris. La mancata produzione dell'asseverazione è stata considerata, autonomamente, sufficiente a sorreggere l'atto gravato, trattandosi di provvedimento plurimotivato. Il Collegio ha inoltre condiviso l'orientamento secondo cui il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere rilasciato soltanto quando sia cessato, per causa non imputabile al lavoratore, un precedente rapporto di lavoro regolarmente instaurato; pertanto, dalla mancata sottoscrizione di un regolare contratto di lavoro non può derivare il diritto a tale titolo di soggiorno. Il periculum non è stato esaminato autonomamente, essendo stata ritenuta carente la necessaria fumus boni iuris. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto l'istanza di sospensione è stata respinta per la ritenuta insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In presenza di un provvedimento plurimotivato, la legittimità dell'atto può essere sostenuta anche da una sola motivazione autonomamente sufficiente; in sede cautelare, è quindi sufficiente rilevare la non manifesta infondatezza di tale singola ragione per escludere il fumus boni iuris.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone l'interruzione di un precedente rapporto di lavoro regolarmente instaurato e cessato per causa non imputabile al lavoratore; la mancata sottoscrizione di un regolare contratto di lavoro non integra tale presupposto e non consente, per ciò solo, il rilascio del titolo per attesa occupazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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