Sentenza del 05/01/2016 n. 16 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Spese pluriennali - ammortamento - durata - IAS 38 - Regolamento UE 1606/02 - durata del contratto di locazione - rileva - possibile prolungamento del contratto - incidenza sulla durata dell'ammortamento - non rileva.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa tesi dell'Amministrazione finanziaria è stata accolta. L'ammortamento delle spese pluriennali deve essere calcolato sulla durata certa del contratto, pari a sei anni, e non su dodici anni. Il possibile esercizio dell'opzione di proroga o rinnovo non è sufficiente, in assenza di elementi che rendano tale prosecuzione assolutamente certa, a estendere il periodo di ammortamento.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la durata corretta dell'ammortamento delle spese pluriennali relative a un bene non di proprietà. Il contribuente aveva presumibilmente commisurato l'ammortamento a dodici anni, includendo il possibile prolungamento del contratto di locazione, originariamente stipulato per sei anni. Secondo i principi contabili internazionali IAS 38, recepiti dal Regolamento UE n. 1606/2002, la durata dell'ammortamento deve essere collegata alla durata del contratto, considerando un rinnovo o una proroga soltanto quando tale prosecuzione sia assolutamente certa. Nel caso esaminato, il prolungamento per ulteriori sei anni dipendeva da una scelta unilaterale del conduttore ed era qualificato dalle norme civilistiche come mera possibilità, non come evento certo.
Norme richiamate
IAS 38 - Attività immateriali
La durata dell'ammortamento delle spese pluriennali sostenute su beni non di proprietà deve essere correlata al periodo di utilizzazione economicamente previsto e, in presenza di un contratto di locazione, alla sua durata certa. Un rinnovo o una proroga possono essere considerati soltanto se il loro verificarsi è assolutamente certo.
Regolamento (CE) n. 1606/2002
Il regolamento ha recepito nell'ordinamento europeo i principi contabili internazionali, tra cui lo IAS 38, rendendoli il riferimento contabile richiamato per determinare la corretta durata dell'ammortamento.
Codice civile in materia di locazione
Il richiamo alle disposizioni civilistiche sulla proroga o sul rinnovo del contratto conferma che la prosecuzione oltre la durata iniziale costituisce una possibilità e non un evento automaticamente certo; pertanto, non può essere inclusa nella durata dell'ammortamento senza ulteriori elementi probatori.
Massime di principio
- Per le spese pluriennali sostenute su beni di terzi, l'ammortamento deve normalmente essere distribuito lungo il periodo di utilizzazione certa del bene e non oltre la durata certa del contratto che ne consente l'uso.
- Una clausola che consenta al conduttore di prorogare o rinnovare unilateralmente il contratto non rende automaticamente certa la prosecuzione: la mera facoltà non basta per estendere il periodo di ammortamento.
- La durata aggiuntiva può essere considerata solo quando il rinnovo o la proroga risultino assolutamente certi sulla base del contratto, di obblighi vincolanti o di elementi oggettivi già esistenti.
- In caso di incertezza, è prudente adottare come limite la durata contrattuale iniziale e documentare specificamente qualsiasi scelta di ammortamento più lunga.
- La durata civilistica del contratto e la durata contabile dell'ammortamento devono essere coordinate: l'ammortamento non può fondarsi su una previsione meramente eventuale di permanenza nell'immobile.
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