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Sentenza

Sentenza del 05/01/2016 n. 19 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

MASSIMA NON DISPONIBILE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente contestava l'avviso di liquidazione e irrogazione di sanzioni con cui l'Agenzia delle Entrate aveva recuperato le imposte ordinarie, oltre a interessi e sanzioni, a seguito della decadenza dalle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa. Sosteneva di non aver trasferito la residenza nel Comune dell'immobile entro 18 mesi dal rogito perché il fabbricato rurale era in pessimo stato di conservazione e necessitava di radicali lavori di ristrutturazione, terminati i quali aveva trasferito la residenza. Invocava quindi l'impossibilità di rispettare il termine o, comunque, una deroga fondata sull'effettiva abitabilità dell'immobile.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto integralmente l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto che il trasferimento della residenza, avvenuto il 23 agosto 2008 dopo la scadenza del termine di 18 mesi decorrente dal rogito del 24 luglio 2006, non fosse giustificato da forza maggiore o caso fortuito. Le condizioni dell'immobile e la necessità dei lavori erano conosciute o conoscibili già al momento dell'acquisto; inoltre, la contribuente non aveva dimostrato che eventuali ritardi delle imprese costituissero eventi inevitabili e imprevedibili. È stata quindi confermata la decadenza dalle agevolazioni, con recupero delle imposte, interessi e sanzioni, e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del grado d'appello, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, Tariffa, parte prima, nota II-bis, art. 1, lett. a)

    Impegno a trasferire la residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile entro 18 mesi dalla data del rogito.

    Il termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza decorre dalla stipula dell'atto di acquisto e il suo mancato rispetto comporta, in linea generale, la decadenza dalle agevolazioni prima casa.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 6-5, sentenze n. 5015 del 12 marzo 2015 e n. 13177 dell'11 giugno 2014

    La forza maggiore o il caso fortuito devono consistere in un evento inevitabile ed imprevedibile.

    La mancata ultimazione di un immobile in costruzione o la protrazione di lavori di manutenzione straordinaria non costituiscono normalmente forza maggiore, perché sono circostanze prevedibili e riconducibili alla situazione dell'immobile.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 6, sentenza n. 4800 del 10 marzo 2015

    Anche il ritardo nel rilascio di autorizzazioni amministrative non integra, di regola, un evento inevitabile e imprevedibile idoneo a evitare la decadenza dalle agevolazioni prima casa.

Massime di principio

  • Per conservare le agevolazioni prima casa, il trasferimento della residenza nel Comune dell'immobile deve avvenire entro 18 mesi dal rogito; il termine non decorre, di regola, dalla data di effettiva abitabilità dell'immobile.
  • La necessità di ristrutturare l'immobile, anche quando i lavori siano radicali o si protraggano a lungo, normalmente non sospende né proroga il termine di 18 mesi.
  • La forza maggiore può essere riconosciuta solo in presenza di un evento oggettivo, inevitabile e imprevedibile, non imputabile al contribuente e non già conoscibile al momento dell'acquisto.
  • Chi acquista un immobile non abitabile o da ristrutturare deve considerare il termine di 18 mesi come decorrente comunque dal rogito e valutare preventivamente la possibilità concreta di rispettarlo.
  • Eventuali ritardi delle imprese, difficoltà organizzative o autorizzazioni amministrative tardive devono essere provati e, secondo l'orientamento richiamato, normalmente non sono sufficienti a escludere la decadenza.

Testo integrale

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