Ordinanza n. 147/2026 - Cagliari, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Decreto ministeriale recante il transito del ricorrente nell’Area degli Assistenti – Famiglia professionale degli Assistenti Amministrativo-economici presso la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Nuoro
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale che ne disponeva il transito nei ruoli civili del Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’assegnazione presso la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Nuoro, chiedendone la sospensione cautelare. Dal testo emergono esigenze personali e sanitarie, presumibilmente prospettate a sostegno della richiesta di assegnazione in una sede diversa, anche nella regione Campania. Il giudice ha ritenuto che l’assegnazione fosse conforme all’art. 14, comma 5, della l. n. 266/1999 e ai decreti ministeriali attuativi del 18 aprile 2013 e del 20 luglio 2017, i quali individuano le sedi utilizzabili dal personale transitato nei ruoli civili sulla base delle dotazioni organiche e delle esigenze funzionali dell’amministrazione, senza includere sedi situate in Campania.
La decisione
Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per difetto di adeguato fumus boni iuris. In particolare, ha ritenuto che il transito e la conseguente assegnazione presso la sede di Nuoro risultassero conformi alla disciplina normativa applicabile e ai criteri organizzativi fondati sulle dotazioni organiche e sulle esigenze funzionali dell’amministrazione. Le esigenze personali e sanitarie dedotte non sono state ritenute sufficienti a giustificare la sospensione del decreto, potendo essere fatte valere, una volta perfezionato il transito nei ruoli civili, attraverso gli ordinari istituti previsti dall’ordinamento, inclusi quelli concernenti la tutela del personale con particolari condizioni di salute e la mobilità. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; l’istanza è stata respinta per la carenza di adeguato fumus boni iuris.
art. 14, comma 5, l. n. 266/1999
Costituisce, secondo il giudice, la base normativa del transito nei ruoli civili e dell’individuazione delle sedi di possibile utilizzazione del personale, secondo le esigenze organizzative dell’amministrazione.
Decreto ministeriale 18 aprile 2013
Decreto attuativo richiamato quale fonte per l’individuazione delle sedi di possibile utilizzazione del personale transitato nei ruoli civili.
Decreto ministeriale 20 luglio 2017
Decreto attuativo richiamato quale fonte per l’individuazione delle sedi di possibile utilizzazione del personale transitato nei ruoli civili.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- In sede cautelare, la sospensione di un provvedimento di transito e assegnazione del personale nei ruoli civili della pubblica amministrazione richiede un adeguato fumus boni iuris; tale requisito manca quando l’assegnazione risulta conforme alla disciplina normativa e ai criteri organizzativi fondati sulle dotazioni organiche e sulle esigenze funzionali dell’amministrazione.
- Le esigenze personali e sanitarie del dipendente non impongono, di per sé, la sospensione del provvedimento di assegnazione quando l’ordinamento prevede specifici istituti successivi di tutela della salute e di mobilità, attivabili una volta perfezionato il transito nei ruoli civili.
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