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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38886/2024 del 23/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 14/5/2024 con cui il GIP, quale giudice dell'esecuzione, aveva rigettato la richiesta di revoca o sospensione dell'ingiunzione di demolizione (provvedimento del 18/11/2020 e sentenza n. 70/2003). Sono stati sollevati tre motivi: 1) violazione dell'art. 41 del d.P.R. 380/2001, per non avere il GIP considerato la nota del Comune di Simeri Crichi del 21/1/2015 che segnalava il rischio per la stabilità statica e non avere quindi richiesto approfondimenti tecnici; 2) violazione di cui all'art. 606 comma 1 lett. a) (motivazione di cassazione), sostenendo che l'opera sarebbe stata acquisita al patrimonio comunale e quindi la decisione sulla demolizione spettava al Comune; 3) violazione dell'art. 8 CEDU, per mancata verifica del rischio di danni gravi e irreversibili alla sola abitazione del ricorrente.

La decisione

Il certificato di morte prova che Mirante Antonio è deceduto il 28/7/2024. Per il decesso sopravvenuto, la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata per morte del condannato, con la conseguente dissoluzione del rapporto originato dall'incidente di esecuzione e la caducazione del provvedimento adottato nella procedura. La Corte ha precisato che l'annullamento non incide sull'efficacia dell'ordine di demolizione, in quanto misura di natura reale a contenuto ripristinatorio che si trasmette agli eredi o aventi causa; ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro per l'esecuzione dell'ordine nei confronti degli eredi o aventi causa del condannato.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001, art. 41

    presente nel motivo del ricorso

    il ricorrente lamenta che il giudice dell'esecuzione non ha tenuto conto della nota del Comune relativa al rischio per la stabilità statica e non ha chiesto approfondimenti tecnici; la Corte non si è pronunciata nel merito sulla questione a causa del decesso sopravvenuto

  • Codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. a)

    presente nel motivo del ricorso

    invocato come motivo di cassazione per presunta errata qualificazione giuridica dell'opera come acquisita al patrimonio comunale; la Corte non ha esaminato il motivo per il sopravvenuto decesso del ricorrente

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 8

    presente nel motivo del ricorso

    il ricorrente deduce violazione del diritto alla vita privata e familiare e dell'abitazione per rischio di danni irreversibili alla sua unica abitazione; la Corte non ha valutato la questione nel merito per effetto della cessazione del processo per morte

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione citata

    varie sentenze indicate nel testo (es. Sez.3, n. 16141 del 21/02/2023; Sez.3, n. 18990 del 23/02/2022; Sez. 3, n. 45848 del 01/10/2019, ecc.)

    principio consolidato secondo cui l'ordine di demolizione, quale sanzione amministrativa reale a contenuto ripristinatorio, ricade sul soggetto in rapporto con il bene e si trasmette agli eredi o aventi causa

Massime di principio

  • Il sopravvenuto decesso del ricorrente dopo la proposizione del ricorso comporta, di regola, l'annullamento del provvedimento impugnato per estinzione del rapporto processuale collegato all'incidente di esecuzione; il merito delle doglianze non viene esaminato.
  • L'annullamento dell'atto impugnato per morte del condannato non incide sull'efficacia di un ordine di demolizione di natura reale: tale ordine si trasmette agli eredi o aventi causa e può essere eseguito nei loro confronti.
  • Quando il giudice dell'esecuzione sia chiamato a valutare rischi seri per la stabilità dell'immobile o per la vita dell'abitante, è in generale opportuno acquisire il parere dell'ufficio tecnico comunale o di consulenze tecniche, salvo che sopravvengano eventi che estinguano il processo.
  • Se si contesta l'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale, la questione attiene alla qualificazione giuridica del bene e alla competenza dell'ente locale; tale profilo può incidere sull'opportunità della demolizione ma richiede valutazione nel merito che non è sostituita dall'interruzione del processo per morte.
  • Le doglianze fondate su art. 8 CEDU richiedono la verifica della proporzionalità e dell'esistenza di danni gravi e irreversibili all'abitazione; il ricorrente deve dimostrare concretamente tali danni perché il giudice dell'esecuzione possa sospendere o revocare l'ordine di demolizione.

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