Sentenza n. 2312/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza - della sentenza n. 1088/2023, emessa dal Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, in data 26 aprile 2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva ordinato l’attribuzione della Carta docente per sette anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza n. 1088/2023 del Tribunale di Milano, passata in giudicato e notificata all’Amministrazione, con la quale il Ministero era stato condannato a mettere a sua disposizione la Carta elettronica del docente, per l’importo nominale di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici dal 2016/2017 al 2022/2023, per complessivi 3.500 euro. Deduceva l’inerzia dell’Amministrazione nell’esecuzione del comando giudiziale e chiedeva, oltre all’erogazione della Carta docente, la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inottemperanza. Il Ministero si è costituito chiedendo il rigetto. Nel corso del giudizio il ricorrente ha comunicato che l’Amministrazione aveva integralmente eseguito la sentenza civile.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che il Ministero, nelle more del giudizio di ottemperanza, aveva erogato al ricorrente quanto riconosciuto dalla sentenza del Tribunale di Milano. La pretesa azionata è stata quindi pienamente soddisfatta e non residuava alcun interesse alla prosecuzione del giudizio esecutivo né alla nomina del commissario ad acta. Le spese sono state poste a carico del Ministero, in ragione della precedente inerzia nell’esecuzione, e liquidate in 800 euro oltre oneri e spese generali, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico oggetto della sentenza civile da eseguire, consistente nella Carta docente di valore nominale pari a 500 euro annui.
art. 34, comma 5, c.p.a.
La pronuncia applica l’istituto della cessazione della materia del contendere in ragione della piena soddisfazione della pretesa nel corso del giudizio.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione del comando contenuto nel titolo giudiziale da parte dell’amministrazione determina la cessazione della materia del contendere, poiché la pretesa dell’istante risulta pienamente soddisfatta e viene meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio.
- Quando l’amministrazione esegue il giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, la cessazione della materia del contendere non impedisce la condanna dell’amministrazione alle spese di lite, che possono essere poste a suo carico in considerazione dell’inerzia precedentemente mantenuta.
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