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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02118/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un'ordinanza ingiunzione irrogata dalla Direzione territoriale del lavoro per la violazione di norme in materia di consegna della documentazione di assunzione e di regolarità delle registrazioni retributive/contributive. La ricorrente, che era stata presidente di una società cooperativa in un determinato arco temporale, aveva proposto opposizione sostenendo che l'accertamento ispettivo fosse fondato su documentazione incompleta, su un verbale di accertamento utilizzato oltre i suoi limiti probatori e su fatti non riferibili al periodo della sua gestione. Con il ricorso per cassazione deduceva cinque motivi: nullità della sentenza per violazione degli oneri probatori e degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c.; omesso esame di fatti decisivi relativi ad alcuni lavoratori assunti in epoca successiva; motivazione apparente in relazione alla ritenuta violazione dell'obbligo di consegna ai lavoratori dei dati di registrazione al libro matricola; omessa pronuncia sulla richiesta di esibizione di documentazione contraria alla pretesa sanzionatoria; ulteriore omesso esame circa la contestazione della mancata consegna della dichiarazione con i dati di registrazione al libro matricola. In sostanza, contestava il valore attribuito al verbale ispettivo e la ricostruzione delle incongruenze tra buste paga e prestazioni lavorative.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che la Corte d'appello aveva già limitato la valutazione ai fatti relativi al periodo di gestione della ricorrente, rendendo inammissibili le doglianze sulla non riferibilità temporale di parte delle contestazioni. Ha poi rilevato che la censura sulla valutazione delle prove documentali era inammissibile per difetto di autosufficienza, non avendo la ricorrente trascritto i documenti e specificato le deduzioni svolte nei gradi di merito. Ha inoltre ribadito che il verbale di accertamento fa piena prova fino a querela di falso solo per i fatti attestati come avvenuti in presenza del pubblico ufficiale o da lui compiuti, ma non per valutazioni e apprezzamenti. Infine, ha rilevato che il ricorso non si confrontava con l'intero percorso motivazionale della sentenza impugnata, che si fondava anche sulle incongruenze tra le prestazioni lavorative di alcuni dipendenti e le voci in busta paga qualificate come rimborsi o trasferte. Sono state quindi confermate le spese e l'obbligo, ove dovuto, del contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    richiamato come parametro del vizio di nullità della sentenza dedotto in cassazione

  • art. 360 c.p.c.

    richiamato come parametro del vizio di omesso esame di fatto decisivo dedotto in cassazione

  • art. 2697 c.c.

    richiamato a sostegno della censura sul riparto dell'onere della prova

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato a sostegno della censura sull'utilizzazione delle prove da parte del giudice

  • art. 111 Cost.

    richiamato in relazione al vizio di motivazione apparente

  • art. 132 c.p.c.

    richiamato in relazione al requisito della motivazione della sentenza

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato in relazione all'obbligo di motivazione

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato per dedotta omessa pronuncia

  • art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per il contributo unificato dovuto in caso di ricorso

  • art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità

  • art. 4 bis co.2 D.Lgs. n. 181/2000

    norma sostanziale posta a base della sanzione amministrativa contestata

  • art. 1 legge n. 4/1953

    richiamato nel ricorso quale disposizione violata in tema di consegna della documentazione lavoristica

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, la censura che investe la valutazione di documenti richiede l'adempimento dell'onere di autosufficienza: il ricorrente deve trascrivere il contenuto rilevante dei documenti e indicare specificamente dove e come essi siano stati dedotti nei giudizi di merito, altrimenti la produzione documentale è giuridicamente irrilevante.
  • Nel giudizio di opposizione a ordinanza ingiunzione, il verbale di accertamento fa piena prova, fino a querela di falso, solo dei fatti attestati dal pubblico ufficiale come direttamente percepiti o compiuti; non copre invece valutazioni, apprezzamenti, inferenze o fatti appresi da terzi.
  • È inammissibile il motivo di ricorso che non si confronti con tutte le autonome rationes decidendi della sentenza impugnata, poiché il rigetto di una sola di esse rende comunque stabile la decisione.
  • L'omesso esame di un fatto decisivo è configurabile solo se il fatto sia realmente decisivo e specificamente dedotto; non basta proporre una diversa lettura del materiale istruttorio o contestare in modo generico la valutazione di merito.
  • Nel contenzioso sanzionatorio in materia di lavoro, la coerenza tra prestazioni rese e voci retributive formalmente qualificate come trasferte o rimborsi può essere valorizzata dal giudice quale indice di irregolarità sostanziale rispetto agli obblighi di documentazione e contribuzione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di liteLicenziamento
RamiProcesso civileLavoro
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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