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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07690/2026 del 26/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro la conferma della condanna (8 mesi di reclusione e €70 di multa) per occupazione abusiva di un immobile di proprietà A.L.E.R. (art. 633 cod. pen., aggravata ai sensi dell'art. 635). Due motivi: (1) errata applicazione della disciplina del reato permanente e del concorso di persone, sostenendo che l'occupazione era durata solo due mesi e poi proseguita da moglie e figli per sopravvenienze (detenzione, divorzio, perdita potestà); (2) applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis cod. pen. per il breve periodo di occupazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché fondato su censure generiche e reiterative già esaminate e adeguatamente motivate dalla corte territoriale. La Corte territoriale aveva spiegato che, nonostante la breve permanenza dell'imputato, il fatto non è di particolare tenuità per la sottrazione della disponibilità al legittimo occupante, i danni alla porta d'ingresso, l'azione che ha consentito alla moglie e ad altri cinque familiari di occupare stabilmente l'appartamento e l'iniziativa delittuosa attribuibile esclusivamente al Lamanuzzi. Di conseguenza il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    Il reato di occupazione abusiva (reato permanente) è stato ritenuto integrato; la breve durata non esclude la responsabilità quando ricorrono conseguenze rilevanti (sottrazione della disponibilità, danni, occupazione stabile da parte di altri familiari).

  • art. 635 cod. pen.

    Aggravante applicata alla fattispecie, considerata nelle valutazioni di gravità dell'azione illecita compiuta dall'imputato.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità non è stata ritenuta applicabile: la corte ha valutato non solo la brevità del comportamento, ma gli effetti e la pericolosità sociale dell'azione, escludendo la tenuità.

Massime di principio

  • La durata breve di un reato permanente non è di per sé sufficiente per qualificare il fatto come di particolare tenuità; è necessario valutare anche le conseguenze pratiche e il pregiudizio subito dal titolare del diritto.
  • Per l'applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis è cruciale l'assenza di rilevanti danni o di pericolosità sociale: elementi come la sottrazione di disponibilità, danni materiali e l'occupazione stabile da parte di terzi possono escluderla.
  • Nel reato di occupazione abusiva va considerata l'iniziativa e l'apporto personale dell'autore: se l'occupazione stabile è resa possibile dall'azione dell'imputato, la responsabilità è riconducibile a quest'ultimo anche se altri ne hanno poi usufruito.
  • In sede di ricorso in Cassazione non sono ammesse censure generiche o reiterative già affrontate dal giudice di merito; il ricorrente deve confrontarsi specificamente con le motivazioni della corte territoriale e indicare errori di diritto.
  • La dichiarazione di inammissibilità può comportare condanne alle spese e l'irrogazione di sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle Ammende) se non emergono ragioni di esonero.

Testo integrale

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