Sentenza n. 2350/2026 - Milano, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 3766/2023 emessa in data 10 novembre 2023 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, per tre anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente aveva prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Con sentenza del Tribunale di Milano, passata in giudicato, le era stato riconosciuto il diritto al beneficio economico di 500 euro per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, con condanna del Ministero all'esecuzione. Poiché il Ministero non aveva spontaneamente adempiuto, la ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza. Il Ministero si è costituito senza contestare né il mancato adempimento, né il passaggio in giudicato della sentenza, né la sua notificazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione era ancora inadempiente rispetto a una sentenza passata in giudicato del Tribunale di Milano. Ha ritenuto soddisfatte le condizioni per l'azione di ottemperanza previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, anche in ragione della notificazione della sentenza al Ministero. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla pronuncia entro novanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, prevedendo che il commissario operi su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e concluda l'incarico entro i successivi sessanta giorni. Il commissario dovrà determinare l'importo complessivamente dovuto e adottare gli atti necessari all'esecuzione, direttamente o tramite funzionario delegato sotto la propria responsabilità. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori se dovuti.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Consente il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
La disposizione è richiamata quale condizione per procedere all'esecuzione nei confronti dell'Amministrazione, unitamente al passaggio in giudicato e alla notificazione della sentenza.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, oggetto del beneficio riconosciuto dalla sentenza del giudice ordinario da eseguire.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'Amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, notificata all'Amministrazione e recante un obbligo esecutivo sufficientemente determinato.
- Accertato l'inadempimento, il giudice amministrativo può ordinare all'Amministrazione di eseguire integralmente la sentenza entro un termine assegnato e nominare sin d'ora un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta può essere incaricato di determinare l'importo ancora dovuto e di adottare gli atti necessari all'esecuzione, direttamente o tramite un funzionario delegato sotto la propria responsabilità.
- Quando l'attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del soggetto nominato, non è dovuto uno specifico compenso per l'esecuzione dell'incarico.
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