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Sentenza

Sentenza del 20/06/2022 n. 83 - Comm. Trib. Prov. Imperia

Accertamento - altro - realizzazione box - detrazione - art. 16-bis, c. 1, lett. d), TUIR - condizione - nuova costruzione - necessità - esclusione - fattispecie

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto il rimborso relativo a detrazioni per lavori di recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis, comma 1, lett. d), TUIR) per la realizzazione di un posto auto/box pertinenziale. L'Ufficio, nel controllo formale sul modello 730, ha disconosciuto la detrazione sostenendo che il titolo abilitativo rilasciato all'impresa fosse invalido ai fini della detrazione e che la norma richieda che il box sia di nuova costruzione.

La decisione

La Commissione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto impugnabile l'atto di rettifica ex art. 36-ter DPR 600/73 e, nel merito, ha stabilito che la detrazione era legittima. In particolare ha ritenuto che la formula normativa relativa agli interventi di realizzazione non esige esclusivamente una 'nuova costruzione' astratta, ma può comprendere anche box realizzati a seguito di demolizione totale e successiva fedele ricostruzione mantenendo la sagoma originaria, ove dalla documentazione (permesso di costruire n. 32760 del 23 giugno 2008 e relazione tecnica) risulti che l'intervento ha aggiunto un piano interrato ad uso autorimessa. L'Ufficio aveva peraltro riconosciuto la pertinenzialità del box. Spese processuali compensate.

Norme richiamate

  • art. 16-bis, comma 1, lett. d), TUIR

    La Commissione interpreta la norma come riferita agli interventi di realizzazione in senso ampio: la fattispecie comprende non solo box di nuova costruzione in senso stretto, ma anche quelli realizzati mediante demolizione totale e successiva fedele ricostruzione con mantenimento della sagoma originaria e aggiunta di autorimesse, purché sussista la pertinenzialità.

  • art. 36-ter, DPR 600/1973

    L'atto di rettifica derivante dal controllo formale (avviso bonario/ex art. 36-ter) è idoneo a costituire un atto impugnabile davanti al giudice tributario se esplicita una pretesa tributaria con ragioni fattuali e giuridiche.

  • Cass. Civ., Sez. 6 - Ordinanza n. 15957 del 28/07/2015 (giurisprudenza richiamata)

    Conferma il principio secondo cui, pur avendo l'art. 19 D.lgs. 546/1992 un elenco tassativo di atti impugnabili, ogni atto che comunichi al contribuente una specifica pretesa tributaria è comunque impugnabile; quindi l'avviso bonario è impugnabile.

Massime di principio

  • La locuzione 'interventi di realizzazione' nell'art. 16-bis, c.1, lett. d) deve essere interpretata in modo sostanziale: rientrano anche interventi che comportano demolizione totale e ricostruzione fedele con aggiunta di autorimesse, se la documentazione tecnica dimostra l'effettiva realizzazione dei box.
  • La sussistenza del vincolo di pertinenzialità è requisito fondamentale per le detrazioni su box/posti auto; se l'Ufficio riconosce la pertinenzialità, la detrazione può essere mantenuta.
  • La validità del titolo abilitativo resta rilevante, ma non può essere automaticamente interpretata come esclusiva necessità di 'nuova costruzione' quando la realizzazione deriva da ricostruzione fedele attestata da permesso di costruire e relazione tecnica.
  • Per ottenere la detrazione è essenziale produrre documentazione amministrativa e tecnica (permesso di costruire, relazione tecnica, progetto) idonea a dimostrare natura e modalità dell'intervento.
  • Gli atti di rettifica derivanti dal controllo formale (avvisi bonari ex art. 36-ter) sono impugnabili davanti al giudice tributario e non vanno considerati a priori inammissibili.
  • In casi di peculiare fattispecie di fatto, il giudice tributario può compensare le spese processuali.

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