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Sentenza

Sentenza n. 1546/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 4983/2022, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202302757

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania n. 4983/2022, nonché diniego di condono edilizio e ordinanza di demolizione n. 32/2016

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva impugnato il diniego di sanatoria relativo a opere consistenti nella chiusura di terrazzi con creazione di nuovi vani, nella realizzazione di coperture e in ulteriori interventi incidenti sulla consistenza del piano terreno, nonché le conseguenti ordinanze di demolizione. In primo grado aveva dedotto la violazione dell’art. 32 della legge n. 326/2003 e degli artt. 32 e 33 della legge n. 47/1985, sostenendo che il vincolo paesaggistico fosse relativo e non ostativo al condono, nonché il mancato parere della Commissione edilizia e l’illegittimità derivata delle ordinanze demolitorie. In appello ha contestato la sentenza del TAR, deducendo violazione della disciplina sul condono, dell’art. 3 della legge n. 241/1990, degli artt. 6, 31 e 33 del d.P.R. n. 380/2001 e dell’art. 1 della legge n. 689/1981, oltre a difetto di istruttoria. Ha sostenuto, in particolare, che la sostituzione della tettoia esistente e la copertura termica del solaio costituissero interventi di manutenzione straordinaria o pertinenziali, privi di aumento di volumetria, e non fossero quindi soggetti a demolizione. Nel corso del giudizio aveva dichiarato cessato l’interesse rispetto alle opere spontaneamente demolite e mantenuto l’interesse limitatamente alla tettoia, alle opere oggetto della domanda di condono e alla copertura termica.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto il primo motivo, confermando l’illegittimità della pretesa di condono. Ha ritenuto che il terzo condono previsto dall’art. 32 del d.l. n. 269/2003, anche in presenza di vincoli paesaggistici relativi, sia ammesso solo per opere realizzate prima dell’imposizione del vincolo, conformi alle prescrizioni urbanistiche, qualificabili come opere minori prive di aumento di superficie o volume e previo parere dell’autorità preposta alla tutela del vincolo. Nel caso concreto le opere erano successive al vincolo, realizzavano nuovi volumi o superfici e ricadevano in zona F2 del PRG, caratterizzata da assoluta inedificabilità, sicché il diniego era legittimo. Il secondo motivo è stato accolto solo con riferimento alla copertura termica posta sopra l’ultimo solaio al piano primo. Sulla base della relazione tecnica, il Collegio ha ritenuto che tale opera, posta a 70 centimetri dal piano di calpestio e delimitata da murature preesistenti, costituisse un sistema di isolamento privo di nuova volumetria, destinato al contenimento e all’isolamento del solaio e delle strutture portanti. L’ordinanza di demolizione è stata quindi annullata limitatamente a tale opera, purché essa non costituisca la copertura di altri manufatti abusivi soggetti a demolizione; in tale eventualità l’abuso deve essere valutato nella sua complessità e non atomisticamente. È stata invece confermata la demolizione della tettoia realizzata in area vincolata senza titolo edilizio e autorizzazione paesaggistica, poiché la natura eventualmente pertinenziale dell’opera non esclude il potere ripristinatorio. La sentenza del TAR è stata parzialmente riformata e le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 32 d.l. n. 269/2003, convertito dalla l. n. 326/2003

    L'art. 32 del d.l. n. 269/2003, convertito con modificazioni dalla legge n. 326/2003 (c.d. terzo condono), fissa limiti più stringenti rispetto ai precedenti "primo" e "secondo" condono.

    In presenza di vincoli paesaggistici, il condono è ammesso solo al ricorrere congiunto delle condizioni indicate dal giudice: anteriorità del vincolo, conformità urbanistica, natura minore delle opere prive di aumento di superficie o volume e previo parere dell’autorità preposta alla tutela del vincolo.

  • art. 32, comma 27, lett. d), l. n. 326/2003

    Attribuisce "carattere ostativo alla sanatoria anche in presenza di vincoli che non comportino l'inedificabilità assoluta".

    Anche il vincolo paesaggistico relativo può impedire il condono per opere non riconducibili agli interventi minori privi di nuovi volumi o superfici.

  • artt. 32 e 33 l. n. 47/1985

    Sono richiamati nel quadro della disciplina dei vincoli e delle condizioni di sanabilità delle opere abusive.

  • art. 6 d.P.R. n. 380/2001

    La qualificazione dell’intervento come attività edilizia libera o manutenzione straordinaria non esclude, in area vincolata, la necessità dei titoli richiesti né il potere repressivo in caso di loro mancanza.

  • art. 27 d.P.R. n. 380/2001

    L’art. 27 del d.P.R. n. 380 del 2001 impone di adottare un provvedimento di demolizione per tutte le opere che siano, comunque, costruire senza titolo in aree sottoposte a vincolo paesistico.

    In area paesaggisticamente vincolata, le opere realizzate in assenza sia del titolo edilizio sia dell’autorizzazione paesaggistica sono soggette alla misura ripristinatoria, indipendentemente dal titolo edilizio astrattamente necessario.

  • artt. 31 e 33 d.P.R. n. 380/2001

    Sono richiamati quali basi normative della sanzione demolitoria applicata alle opere abusive.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    È stato dedotto quale parametro relativo all’obbligo di motivazione, ma il giudice non ha ravvisato una violazione idonea a incidere sull’esito della controversia.

Massime di principio

  • Nel regime del terzo condono, le opere abusive realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, anche relativo, sono sanabili soltanto se il vincolo è successivo all’opera, l’intervento è urbanisticamente conforme, l’opera rientra tra gli interventi minori privi di nuovi volumi o superfici e sussiste il previo parere dell’autorità preposta alla tutela del vincolo.
  • La realizzazione di nuovi volumi o superfici e la non conformità urbanistica impediscono il condono ex art. 32 del d.l. n. 269/2003, indipendentemente dalla qualificazione del vincolo paesaggistico come assoluto o relativo e anche in presenza di un eventuale parere favorevole dell’autorità paesaggistica.
  • In area paesaggisticamente vincolata, una tettoia realizzata senza titolo edilizio e senza autorizzazione paesaggistica è soggetta a demolizione; la sua eventuale natura pertinenziale non esclude l’esercizio del potere repressivo e ripristinatorio.
  • Un’opera di isolamento termico priva di autonoma volumetria, destinata al contenimento e all’isolamento di un solaio preesistente, non può essere assoggettata a demolizione per abuso volumetrico, purché non costituisca la copertura o parte integrante di altri manufatti abusivi soggetti a demolizione.
  • Gli abusi edilizi devono essere valutati considerando la complessiva consistenza degli interventi e le loro reciproche interazioni; non è consentito scomporre artificialmente opere funzionalmente connesse per sottrarne una parte alla sanzione demolitoria.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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