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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31750/2026 del 21/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro una sentenza applicativa della pena, deducendo un vizio di motivazione relativo alla verifica dell'insussistenza di cause di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La Corte ha ritenuto che tale censura non rientri nei motivi tassativamente ammessi dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. per l'impugnazione della sentenza di patteggiamento: non riguarda una difformità tra i contenuti della richiesta e quelli della decisione, non attiene a vizi concernenti l'espressione della volontà dell'imputato e non comporta l'irrogazione di una pena illegale secondo i principi elaborati dalle Sezioni Unite. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile de plano.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. L'inammissibilità deriva dal fatto che, contro la sentenza di patteggiamento, il vizio di motivazione relativo alla mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. non costituisce una violazione di legge deducibile ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., in assenza di difformità tra richiesta e decisione, vizi della volontà dell'imputato o applicazione di una pena illegale.

Norme richiamate

  • art. 448, comma 2-bis, c.p.p.

    limita l'impugnabilità della pronuncia alle sole ipotesi di violazione di legge tassativamente indicate

    La sentenza applicativa della pena è ricorribile soltanto per le violazioni di legge tassativamente previste dalla disposizione; tra esse non rientra il mero vizio di motivazione relativo alla verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., se non si traduce in difformità tra richiesta e decisione, vizio della volontà dell'imputato o pena illegale.

  • art. 129 c.p.p.

    verifica dell'insussistenza di cause di proscioglimento

    La deduzione di un vizio motivazionale concernente la verifica delle cause di proscioglimento non è, di per sé, motivo ammissibile di ricorso contro la sentenza di patteggiamento ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Consente la declaratoria de plano dell'inammissibilità del ricorso nei casi previsti dalla legge.

  • art. 616 c.p.p.

    pronunce conseguenti all'inammissibilità del ricorso

    L'inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, nel caso concreto, della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Contro la sentenza applicativa della pena su richiesta, il ricorso per cassazione è ammissibile esclusivamente per le violazioni di legge tassativamente indicate dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
  • Il vizio di motivazione relativo alla verifica dell'insussistenza di cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. non è deducibile autonomamente contro la sentenza di patteggiamento, salvo che la censura riguardi una difformità tra richiesta e decisione, un vizio dell'espressione della volontà dell'imputato o l'applicazione di una pena illegale.
  • La mera prospettazione di un vizio motivazionale nella sentenza di patteggiamento non integra una violazione di legge rilevante ai fini dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione può essere dichiarata de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., con le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioni
RamiProcesso penale

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