Cassazione Penale, Sentenza n. 21949/2023 del 22/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di giurisdizione relativo a istanze di liberazione anticipata avanzate per Massimo Salvatore Cicchelli, condannato con sentenza della Corte militare di appello di Roma del 26/03/2019. Il giudice ordinario aveva ritenuto di essere competente poichè il condannato aveva subito la pena accessoria militare della degradazione (art. 28 c. pen. mil.), con perdita della qualifica di militare; il magistrato militare di sorveglianza ha invece prospettato la giurisdizione militare ritenendo che la competenza debba dipendere dalla natura dell'ufficio che ha emesso la sentenza di condanna
La decisione
La Corte ha dichiarato sussistente un conflitto negativo di giurisdizione e ha risolto il conflitto riconoscendo la giurisdizione al magistrato militare di sorveglianza. Ha disposto la trasmissione degli atti al Magistrato militare di sorveglianza di Roma, motivando che la competenza in materia di esecuzione delle pene e provvedimenti di sorveglianza dipende dalla natura dell'ufficio giudiziario che ha emesso la condanna (sentenza militare), secondo consolidata giurisprudenza e coerentemente con l'art. 103 Cost.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la disciplina del conflitto di giurisdizione; la situazione di rifiuto contemporaneo di due giudici viene ricondotta a questa procedura di risoluzione del conflitto
art. 103 Cost.
Evidenzia il principio secondo cui in tempo di pace i tribunali militari hanno giurisdizione per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze Armate; la Corte interpreta la giurisdizione di sorveglianza in relazione alla competenza dei tribunali militari stabilita da questa norma
art. 665 cod. proc. pen.
Richiamato come principio secondo cui la competenza per provvedimenti connessi all'esecuzione della pena può seguire la natura dell'ufficio giudiziario che ha emesso la sentenza; usato a sostegno dell'idea che la giurisdizione di sorveglianza si ricolleghi alla natura (militare/ordinaria) del giudice che ha condannato
art. 28 cod. pen. mil. (pena accessoria della degradazione)
Norma riferita alla pena accessoria della degradazione che può determinare la perdita della qualifica militare; il fatto che sia stata inflitta non rende automaticamente competente il giudice ordinario nella fase esecutiva secondo la Corte
art. 32, comma 2, cod. proc. pen.
Articolo richiamato per gli adempimenti di comunicazione e notifica dell'estratto di sentenza ai giudici in conflitto, ai pubblici ministeri e alle parti private
Corte costituzionale, sentenza n. 104 del 1995
Giurisprudenza costituzionale che collega la giurisdizione del magistrato militare di sorveglianza alla giurisdizione dei tribunali militari nel loro complesso, sostenendo che la competenza di sorveglianza coincide con quella definita dall'art. 103 Cost.
Cassazione, Sez. U, n. 31461 del 27/06/2006 (Passamani)
Precedente di legittimità che afferma la competenza del tribunale militare di sorveglianza per provvedimenti connessi all'esecuzione quando la condanna è stata pronunciata dall'autorità giudiziaria militare, anche se è sopravvenuta la perdita della qualifica di militare
Cassazione, Sez. 1, n. 6308 del 28/11/1996 (Della Penna)
Citata come orientamento anteriore che invece valorizzava l'attualità della qualità di militare; la Corte odierna lo richiama per spiegare il contrasto giurisprudenziale poi risolto in favore della rilevanza della natura dell'ufficio che ha condannato
Massime di principio
- La competenza per le questioni di esecuzione della pena e per le istanze di liberazione anticipata dipende, in linea generale, dalla natura dell'ufficio giudiziario che ha emesso la sentenza di condanna (se militare, rimane la competenza del magistrato militare di sorveglianza), anche se il condannato abbia successivamente perso la qualifica di militare
- La perdita successiva della qualifica militare (es. per degradazione o collocamento in congedo) non sposta automaticamente la competenza al giudice ordinario nella fase esecutiva quando la condanna è stata emessa dall'autorità giudiziaria militare
- In presenza di dissenso tra giudice ordinario e giudice militare che entrambi rifiutano di pronunciarsi, è configurabile un conflitto negativo di giurisdizione risolvibile ai sensi dell'art. 28 cod. proc. pen.; è quindi opportuno segnalare tempestivamente il conflitto alla Corte competente per evitare vuoti decisionali
- Per valutare la competenza in casi analoghi occorre verificare prioritariamente quale autorità ha emesso la sentenza di condanna e applicare la giurisprudenza consolidata (Corte costituzionale e Cassazione) che riconduce la giurisdizione di sorveglianza alla natura del giudice che ha condannato
- Nei procedimenti di esecuzione, in presenza di condanne militari, gli operatori dovrebbero considerare l'eventualità di presentare istanze al magistrato militare di sorveglianza o, in caso di rifiuto concorrente, prospettare il conflitto di giurisdizione per ottenere una rapida soluzione
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