Cassazione Penale, Sentenza n. 26015/2022 del 06/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 09/11/2021 che aveva revocato la sanzione sostitutiva dei lavori di pubblica utilità e ripristinato la pena originaria per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente, tramite difensore, deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che non spettava al condannato avviare la procedura esecutiva e contestando la correttezza dell'iter procedurale adottato per l'esecuzione della sanzione sostitutiva
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al G.I.P. del Tribunale per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che la procedura di esecuzione fosse stata irregolare: l'Ufficio esecuzione penale esterna (U.E.P.E.) si era limitato a tentativi di contatto e non aveva indicato un ente né fissato un termine per l'inizio dei lavori, pertanto non era corretto revocare automaticamente la sanzione sostitutiva. È stato enunciato il principio di diritto secondo cui, in caso di sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità per reato di guida in stato di ebbrezza, è onere dell'autorità giudiziaria individuare l'ente e comunicare un termine per l'inizio dei lavori; in mancanza, il condannato non è tenuto ad avviare il procedimento esecutivo
Norme richiamate
art. 186, comma 9-bis, codice della strada
con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l'ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità
La Corte ha ritenuto che la Corte d'appello, adempiendo a tale norma, può dare impulso all'esecuzione incaricando l'U.E.P.E.; tuttavia l'incarico richiede che l'U.E.P.E. compia atti idonei quali individuazione dell'ente e fissazione di un termine, altrimenti la procedura non è regolare
art. 43, d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274
Norma richiamata per distinguere la procedura prevista per le sentenze del giudice di pace: in quel caso la cancelleria trasmette l'estratto al pubblico ministero che emette l'ordine di esecuzione e coinvolge l'ufficio comunale o l'Arma; la Corte utilizza questa distinzione per evidenziare che le due procedure non sono sovrapponibili
art. 173, comma 2, disposizioni attuative cod. proc. pen.
nel caso di annullamento con rinvio, la sentenza enuncia specificamente il principio di diritto al quale il giudice di rinvio deve uniformarsi
La Corte ha formulato un principio di diritto vincolante per il giudice di rinvio, come prescrive la norma, indicando l'onere dell'autorità giudiziaria di individuare l'ente e comunicare un termine per l'inizio dei lavori
Massime di principio
- Quando la pena viene sostituita con lavori di pubblica utilità ai sensi del codice della strada, l'autorità che dispone la sostituzione (o l'ufficio da essa incaricato) deve individuare l'ente che assegna i lavori e comunicare al condannato un termine entro cui iniziarli; in mancanza il procedimento esecutivo è viziato
- La mera notifica di tentativi di contatto da parte dell'U.E.P.E. senza indicazione dell'ente e senza fissazione di un termine non è sufficiente a considerare avviata correttamente l'esecuzione della sanzione sostitutiva
- La procedura per l'esecuzione dei lavori di pubblica utilità prevista dall'art. 186 c.d.s. è diversa da quella relativa alle sentenze del giudice di pace disciplinata dal d.lgs. 274/2000; non sempre spetta al pubblico ministero il ruolo di avvio dell'esecuzione
- Prima di revocare una sanzione sostitutiva e ripristinare la pena originaria il giudice dell'esecuzione deve verificare la regolarità formale e sostanziale della procedura esecutiva; l'irregolarità procedurale può impedire la revoca
- Se il giudice annulla con rinvio, la sentenza di legittimità deve indicare chiaramente il principio di diritto cui il giudice di rinvio dovrà attenersi
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