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Sentenza

Sentenza n. 4123/2026 - Napoli, Sezione 6

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Questura di Napoli in ordine all’istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata dal ricorrente per motivi di lavoro subordinato n. 24NA053208.

Giustizia amministrativa202601326

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dalla Questura di Napoli sull'istanza di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia a seguito di nulla osta all'assunzione e dopo aver sottoscritto il contratto di soggiorno con il datore di lavoro, ha presentato istanza per il primo rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. Non avendo ricevuto una determinazione espressa dalla Questura di Napoli, ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio. Nel corso del giudizio il Ministero dell'Interno ha dichiarato che l'Amministrazione aveva provveduto a rilasciare il titolo di soggiorno.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Nel giudizio avverso il silenzio, l'interesse azionato consiste nell'ottenere una formale manifestazione di volontà dell'Amministrazione e la tempestiva conclusione del procedimento, quale che sia il contenuto del provvedimento espresso, salvo il potere-dovere del giudice previsto dall'art. 31, comma 3, c.p.a. Poiché l'Amministrazione ha adottato il provvedimento richiesto durante il giudizio, l'interesse pretensivo fatto valere è stato soddisfatto per fatto dell'Amministrazione, con conseguente applicazione dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Le peculiarità della controversia hanno giustificato la compensazione integrale delle spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il giudizio avverso il silenzio dell'Amministrazione.

  • art. 31, comma 3, c.p.a.

    Fa salva la possibilità di una decisione sul contenuto della pretesa quando ricorrano i relativi presupposti; tale ipotesi non è stata ritenuta ricorrente nel caso concreto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa del ricorrente risulta integralmente soddisfatta per fatto dell'Amministrazione.

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone all'Amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato quale fondamento dell'obbligo di tempestiva conclusione del procedimento e di manifestazione espressa della volontà amministrativa.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'interesse azionato consiste, di regola, nell'ottenimento di una formale manifestazione di volontà amministrativa e nella conclusione espressa del procedimento, non necessariamente in un provvedimento favorevole.
  • L'adozione, durante il giudizio sul silenzio, di un provvedimento espresso che definisce il procedimento soddisfa l'interesse azionato, indipendentemente dal fatto che il provvedimento sia favorevole o sfavorevole, e comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, salvo i presupposti per una decisione sul contenuto della pretesa ai sensi dell'art. 31, comma 3, c.p.a.
  • L'obbligo di provvedere impone all'amministrazione di concludere tempestivamente il procedimento con una manifestazione espressa di volontà, in attuazione dell'art. 2 l. 241/1990 e dell'art. 97 Cost.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoSopravvenuta carenza di interesse

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