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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11252/2023 del 16/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GUP del 6/7/2022 che aveva dichiarato la nullità della notifica dell'avviso ex art. 415-bis c.p.p. e disposto la restituzione degli atti al Pubblico Ministero. Il ricorrente deduceva violazione ex art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p. e art. 161 u.c. c.p.p., sostenendo l'abnormità del provvedimento per indebita regressione del procedimento (ossia che l'ordine del GUP avrebbe imposto al PM un adempimento tale da determinare una stasi o la produzione di atti nulli e quindi minare la regolarità del processo).

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato l'orientamento delle Sezioni Unite secondo cui la regressione, anche se indebita, non costituisce di per sé abnormità: l'abnormità funzionale sussiste solo quando il provvedimento giudiziario impone al PM un adempimento che concretizzi un atto nullo o determini la stasi del procedimento. Nel caso concreto il GUP aveva ritenuto che, nonostante il rifiuto dell'imputato di eleggere domicilio, fosse comunque identificabile il luogo di residenza e quindi il PM avrebbe dovuto tentare preventivamente la notifica presso la residenza prima di consegnare l'atto al difensore di ufficio ex art. 161, comma 4, c.p.p. Tale disposizione non è stata ritenuta illegittima né idonea a determinare un'indebita regressione o una stasi: si trattava di un adempimento volto a rafforzare la garanzia di conoscenza dell'atto. Di conseguenza il ricorso del PM è inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 415-bis c.p.p.

    Norma richiamata in relazione alla notifica dell'avviso: la nullità della notifica ex art. 415-bis era stata dichiarata dal GUP come conseguenza della mancata preventiva esperienza della notifica presso la residenza dell'imputato.

  • art. 161, comma 4, c.p.p.

    Previsione sulla possibilità di notificare al difensore di ufficio; il GUP ha ritenuto che, prima di consegnare l'atto al difensore, andasse tentata la notifica presso la residenza quando l'imputato è identificato nella residenza anche se rifiuta di eleggere domicilio.

  • art. 33-sexies c.p.p.

    Richiamato dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite quale esempio di ipotesi in cui il GUP può imporre un comportamento al PM che, se 'contra legem', integra abnormità. La Corte ha distinto il caso di specie da tale ipotesi estrema.

  • Sezioni Unite, n. 25957 del 26/03/2009 e Sez. U. n. 37502 del 28/04/2022

    Giurisprudenza di principio: la regressione del procedimento non è automaticamente abnorme; è abnorme solo quando il provvedimento giudiziario impone al PM un adempimento che porterebbe a un atto nullo o alla stasi del procedimento. Se il giudice esercita un potere riconosciutogli, anche se errato, si tratta di illegittimità non di abnormità, salvo che l'adempimento imponga attività 'contra legem' o produca nullità rilevabile successivamente.

Massime di principio

  • La mera regressione del procedimento disposta dal giudice non è sufficiente a configurare abnormità impugnabile in Cassazione: bisogna verificare se l'ordine impone al PM di compiere un atto che produrrebbe nullità o la stasi del processo.
  • Se il provvedimento giudiziario è espressione di un potere riconosciuto dall'ordinamento, il suo cattivo esercizio genera illegittimità ma non automaticamente abnormità; il PM è tenuto a conformarsi salvo che l'adempimento sia 'contra legem' o renda impossibile proseguire il processo.
  • Quando il GUP dispone accorgimenti procedurali (p. es. tentativo di notifica in altro luogo prima della consegna al difensore), tali misure possono essere legittime se mirano a rafforzare la garanzia di conoscenza dell'atto e non comportano la produzione certa di atti nulli.
  • Il ricorso per cassazione da parte del PM per presunta abnormità è ammissibile solo in presenza di un concreto rischio che l'osservanza dell'ordine giudiziale determini la nullità di atti futuri o la stasi del procedimento; altrimenti il rimedio adeguato è l'osservanza e, se del caso, impugnazioni diverse nel corso del procedimento.
  • In caso di contrasto giurisprudenziale su questioni operative (es. validità delle notifiche all'imputato tramite difensore quando l'imputato rifiuta di eleggere domicilio), la questione può richiedere una rimessione alle Sezioni Unite, ma ciò non implica automaticamente l'accoglimento del ricorso del PM nel caso concreto.

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